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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Aneurisma aortico addominale: l’AOU di Modena aderisce al primo (H)-Open Day nazionale

Evento organizzato da Fondazione Onda per gli ospedali “A misura di donna”.​ Domani, un numero di telefono dedicato alle donne

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, con la Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare, diretta dal prof. Roberto Silingardi, aderisce, il 29 settembre, al primo Open Day voluto Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere. Il 29 settembre le donne potranno chiamare il numero 059.3961654 (dalle ore 10 alle ore 12) per ricevere informazioni e consigli sulla prevenzione e la terapia di questa patologia. Contestualmente, sui canali Social dell’AOU di Modena sarà pubblicato un video in cui il prof.  Roberto Silingardi e la dottoressa Giulia Trevisi Borsari – chirurga vascolare dell’Ospedale Civile – parlano dell’argomento e delle terapie chirurgiche a disposizione in Azienda. L’iniziativa gode del patrocinio di SICVE (Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare) ed è resa possibile anche grazie al contributo incondizionato di Medtronic.

Obiettivo della giornata sarà quello di promuovere la consapevolezza e la corretta informazione dell’aneurisma aortico addominale, patologia cardiovascolare che colpisce circa 84.000 italiani l’anno, soprattutto uomini oltre i 65 anni, con circa 27.000 nuovi casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese” – commenta Francesca Merzagora, Presidente Fondazione Onda.

Gli Ospedali dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena aderiscono al network Bollini rosa anche per il biennio 2020-2021: Il Policlinico, sede del Dipartimento Materno Infantile, ha ricevuto il massimo riconoscimento di 3 bollini; l’Ospedale Civile ne ha ricevuti 2 a dimostrazione della grande attenzione che l’Azienda pone a questo tema di genere.

In presenza di un aneurisma dell’aorta – spiega il prof. Roberto Silingardi, Direttore della Chirurgia Vascolare dell’AOU di Modena, Ospedale Civile di Baggiovara - la terapia chirurgica è fondamentale per prevenire la rottura dell’aorta; abbiamo a disposizione la tecnica tradizionale con sostituzione dell’aorta nel tratto dilatato, tramite chirurgia “open” e tecniche endovascolari mini-invasive. In pratica, inseriamo una endoprotesi attraverso l’arteria femorale all’inguine con una piccola incisione cutanea. Il catetere in cui è inserita l’endoprotesi viaggia attraverso i vasi arteriosi fino all’aneurisma all’interno dell’aorta. Qui, viene rilasciato in modo da escludere la sacca dell’aneurisma dal flusso di sangue, prevenendone la rottura. All’Ospedale di Baggiovara questo intervento viene eseguito in Sala Ibrida, una struttura inaugurata nel dicembre del 2018, che è dotata di tutte le più moderne tecnologie necessarie a questi interventi, tra cui un angiografo di ultima generazione che guida la nostra mano durante il percorso della protesi attraverso l’aorta”.

La prevalenza della lesione aortica femminile – aggiunge la dottoressa Giulia Trevisi Borsariè ridotta rispetto a quella maschile e, soprattutto, esordisce in età più avanzata. Questo accade perché gli estrogeni, l’ormone femminile più importante ha un ruolo protettivo nello sviluppo della malattia arteriosclerotica che è un fattore di rischio dell’aneurisma stesso. Nelle donne, quindi, l’aneurisma dell’aorta è più frequente in età più avanzata (70-75 anni). Una delle nostre armi più importanti è certamente lo screening che consente di individuare precocemente l’aneurisma. Esso è consigliato, per entrambi i sessi, oltre i 65 anni in persone che abbiano fattori di rischio di arteriosclerosi come familiarità ipertensione, fumo, diabete. Il fumo è un fattore di rischio importante anche nelle donne, visto l’aumento delle fumatrici nei paesi industrializzati. Nel 75% dei casi il riscontro di aneurisma dell’aorta è occasionale; i pazienti eseguono accertamenti diagnostici (TAC, ECO) per altri motivi e scoprono l’aneurisma. Questo dato è significativo e ci ha portato ad aderire a questa iniziativa di sensibilizzazione allo screening per i pazienti a rischio. Il primo livello di screening è costituito da un esame molto semplice, non invasivo e ripetibile che si chiama Ecocolordoppler, che può essere prescritto dal medico di medicina generale. Quando, a seguito di questo esame, si scopre un aneurisma di diametro maggiore o uguale a 4 centimetri e mezzo, occorre effettuare un esame di secondo livello, cioè un’angiotac addominale che consentirà di monitorare una strategia chirurgica in particolare quando la sacca aneurismatica supererà i 5-5.5 cm”.

“L’AOU di Modena – conclude il coordinatore infermieristico della Chirurgia Vascolare, Calogero Di Francesco - oltre alla tecnologia della sala ibrida, può contare su una collaudata squadra multidisciplinare composta da chirurghi vascolari, anestesisti-rianimatori, infermieri e tecnici di sala operatoria e personale infermieristico del reparto di degenza. Questo team, che vanta una lunga esperienza ed è costantemente formato alle nuove pratiche cliniche e chirurgiche, assicura la presa in carico del paziente nella fase pre-operatoria, intra-operatoria, post-operatroria e di follow-up.”

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