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Open day cancellati: il piano delle regioni dopo lo stop di AstraZeneca e J&J

Il divieto di somministrazione dei vaccini a vettore virale per gli under 60 è stato ufficializzato con una circolare ministeriale. E ora cambiano anche i piani regionali nella campagna di vaccinazione

La  campagna vaccinale, dopo lo stop di Astrazeneca e J&J, farà molto affidamento su Pfizer e Moderna. Con ciò si stima un probabile rallentamento nelle somministrazioni

Vaccini: il piano delle regioni dopo lo stop ad AstraZeneca e J&J

Dopo la sospensione dei due vaccini a vettore virale per gli under 60 cambiano anche i piani delle singole regioni sulla tabella della campagna di vaccinazione, a partire dagli open day che andranno riorganizzati rispettando le indicazioni per fasce di età. Proprio sugli open day si è espresso il Comitato tecnico scientifico, il quale "raccomanda che le regioni ogniqualvolta promuovano eventi open day che sensibilizzano alla vaccinazione anti-SARS-CoV-2, rispettino le indicazioni per fasce d'età, rendendo quanto più possibile l'approccio alla vaccinazione omogeneo sul territorio nazionale". Vediamo come si stanno muovendo le amministrazioni regionali, da nord a sud.

I due problemi del nuovo piano vaccinale

Secondo il commissario per l'emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, la scelta di somministrare AstraZeneca solo agli over 60 potrebbe avere "qualche impatto sul piano vaccinale, ma solo se ci dovessero essere ulteriori intoppi o ritardi nelle consegne, ma sono sicuro che fra luglio e agosto riusciremo a mitigare questo impatto". Una cosa è certa: dopo l'ennesima giravolta sulle indicazioni sull'utilizzo del farmaco anglo-svedese, il nuovo piano vaccinale andrà rimodulato, con il rischio di un rallentamento della campagna di immunizzazione.

Sono due i problemi principali all'orizzonte, a cominciare dalla corsa alle scorte disponibili. Come si legge nella circolare del ministero della Salute, con allegato il parere del Cts, il richiamo per gli under 60 vaccinati con AstraZeneca deve essere fatto ad una distanza di 8-12 settimane dalla prima dose. Con gli open day cominciati in ordine sparso in diverse regioni italiane a metà maggio, ciò significa che per la metà del mese di agosto bisogna avere a disposizione le scorte necessarie di Pfizer e Moderna per garantire a circa 900mila persone sotto i 60 anni il completamento del ciclo vaccinale, senza ovviamente sottrarre la seconda dose con i vaccini a mRna a tutti quelli che hanno fatto la prima dose con Pfizer e Moderna. Secondo problema: c'è il timore fondato che qualcuno o più di qualcuno tra gli over 60 vaccinati con la prima dose di AstraZeneca possa chiedere di cambiare vaccino per la seconda somministrazione, dopo le tante comunicazioni contraddittorie e l'ennesimo dietrofront sulle indicazioni d'uso. Le persone di questa fascia sono 4 milioni. 

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