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Personale scolastico, vaccini già a febbraio. Per gli 80enni si va a marzo

Oggi in Regione l'assessore Donini ha fatto il punto sulla campagna vaccinale. Non si esclude neppure di acquistare dosi "in proprio" se i rifornimenti dovessero continuare ad essere così bassi

Primi insegnanti e bidelli vaccinati già a febbraio con l'aiuto dei medici di base. La Regione Emilia-Romagna ci prova: nelle prossime ore si tenterà di stringere una intesa locale con i medici di medicina generale, in anticipo su quella nazionale. Al personale della scuola, almeno fino ai 55 anni, tocca il vaccino Astrazeneca. "Già nel mese di febbraio cominceremo a vaccinare, con una richiesta che avanzeremo nelle prossime ore ai medici di medicina generale e che ho ragione di ritenere possa essere accolta con favore, per esempio tutto il personale scolastico sotto 55 anni, poi le forze dell'ordine, l'esercito e gli addetti servizi essenziali", spiega l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, durante l'informativa tenuta questa mattina in commissione in Regione. 

Donini previene dubbi e recriminazioni: "Ma come, prima gli insegnanti degli ultra 80enni? Può essere- dice- perchè le dosi Astrazeneca agli ultra 80enni non possiamo farle. Se abbiamo Astrazeneca a febbraio, spero con l'aiuto dei medici di medicina generale, potrebbe essere vaccinato il personale scolastico". Lo stesso vale per gli insegnanti ultra 55enni: verranno vaccinati col farmaco adatto per la loro età (al momento Pfizer e Moderna) non appena possibile. 

Intanto parte oggi la lettera del presidente della Regione, Stefano Bonaccini, per invitare a fare il vaccino gli ultra 80enni, ma con due scadenze distinte per chi ha più di 85 anni (a febbraio) e chi è tra gli 80 e gli 85 anni, che invece potranno prenotare solo dal mese di marzo. "E' inutile con i vaccini che abbiamo proporre un click day in cui si imballa tutto il sistema, tanto non possiamo farne più delle dosi che abbiamo", spiega l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, questa mattina durante l'informativa in commissione sul piano vaccinale. Per questo "abbiamo seguito il criterio della propensione al rischio di ricovero e di decesso. Li vaccineremo comunque tutti entro il mese di marzo". 

In attesa del coinvolgimento dei medici di base, le prenotazioni verranno fatte attraverso Cup, farmacie, portale regionale, fascicolo sanitario o al telefono. Da questo punto di vista, dice l'assessore, "non prevediamo grossi problemi, ma dovremo organizzarci piuttosto per le persone che non sono in grado di muoversi". Vaccinando gli over 80 "potremmo dimezzare il tasso di letalità e abbattere anche i ricoveri", sottolinea ancora Donini, che confida: "vorrei già essere il 31 marzo e avere già vaccinato tutti coloro che combattono il virus e coloro che rappresentano il 60% dei decessi".

Sulla gestione degli spazi l'Emilia-Romagna è già organizzata da tempo. "Non abbiamo problemi logistici, quindi le cosiddette primule sono l'ultimo dei nostri problemi, abbiamo fiere, ospedali, case della salute e ambulatori". Ma "se dovessero arrivare le cosiddette primule- avverte l'assessore- l'importante è che vengano allestite nel giorno promesso. Non può succedere che aspettiamo che venga allestita in un parcheggio di una località, ad esempio, dove magari abbiamo già una casa della salute". In caso di ritardo, insomma, ci si troverebbe costretti ad inutili traslochi quando gli spazi per fare le vaccinazioni in regione ci sono eccome. I vaccini, invece, molto meno. A partire dalla situazione di oggi (263.356 vaccinazioni fatte, 119.788 richiami, "il 10% delle vaccinazioni fatte nel paese") Donini traccia un quadro della situazione. 


Per aprile, maggio e giugno, al momento, è prevista "una media di circa 800.000 dosi, 400.000 vaccinabili nei tre mesi", ma si tratta di mere indicazioni. Oggi, sottolinea ancora Donini durante l'informativa ai consiglieri regionali, la domanda di vaccini nella popolazione "è di gran lunga superiore all'offerta, ma è possibile che in seguito dovremo convincere le persone a vaccinarsi, magari nei mesi estivi e con una curva epidemiologica più leggera". Si sta pensando anche a questo. 

L'Emilia-Romagna non esclude neppure l'acquisto in proprio di vaccini anti-Covid sul mercato del farmaco. "Non abbiamo ancora deciso nulla, ma siamo tra le regioni che hanno questa potenzialità, come abbiamo dimostrato sui vaccini antinfluenzali", spiega in proposito l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini. Ma ci sono due condizioni ben precise: l'acquisto deve essere regolarmente autorizzato da Aifa e deve esserci un accordo in conferenza Stato-Regioni perchè "ad eventuali approvvigionamenti autonomi" da parte di qualche regione "non corrispondano decurtazioni sulla quantità di vaccini sul piano nazionale. Credo ci sia una discussione in corso". Ma la Regione non ha scartato l'ipotesi di acquisto in proprio, in 'squadra' con altre Regioni interessate come potrebbero essere Veneto, Lombardia e Friuli Venezia-Giulia.

Conferma la direttrice dell'assessorato Licia Petropulacos: "stiamo valutando, ma avendo in mente la complessità che questo comporta". In commissione Donini e Petropulacos hanno confermato che inizialmente il piano dell'Emilia-Romagna in origine prevedeva di vaccinare 3,8 milioni di persone, cioè tutta la popolazione vaccinabile (dai 16 anni in su), entro la fine di maggio. Ma "a meno di miracoli non sarà cosi'", dice Petropulacos. Però "se ci saranno disponibilità di vaccino, praticamente fino all'infinito, abbiamo un piano che come abbiamo visto sul campo funziona".

(DIRE)

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