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Parcheggi per disabili: in calo i "furbetti" in centro storico

Gli esiti della campagna di accertamenti della Polizia locale nel 2020 ha portato al sanzionamentodi un veicolo su dieci, il numero dei mezzi nei 430 stalli riservati scende dal 43 al 26 per cento

C'è chi ha utilizzato il contrassegno intestato al padre deceduto, e chi ha preso in “prestito” il pass del nonno che da anni non può più camminare. E c’è, invece, chi ha semplicemente parcheggiato nei posti riservati senza averne diritto.

Questi sono solo alcuni dei casi registrati nel 2020 nell’ambito delle attività di controllo degli oltre 400 stalli riservati ai veicoli destinati al trasporto di persone invalide o disabili presenti all’interno del Centro storico. La Polizia locale di Modena, infatti, l’anno scorso, iniziando prima dell’emergenza sanitaria, ha svolto un’apposita campagna finalizzata ad accertare che i posti siano in effetti utilizzati da chi possiede regolarmente il contrassegno. In tutto sono state elevate 148 sanzioni, con la media di un illecito riscontrato ogni dieci veicoli sottoposti a verifica, ma soprattutto è stato riscontrato un progressivo calo degli illeciti nel corso dei mesi.

La campagna

Complessivamente gli operatori del Quartiere 1 hanno controllato 3.551 stalli riservati agli invalidi, con una media mensile di 296 posteggi. I veicoli verificati in sosta nei posti dedicati sono stati 1.430, con una media di 119 mezzi al mese, ma la distribuzione delle rilevazioni non è stata omogenea nei dodici mesi: nel periodo gennaio – marzo le auto giornalmente in sosta sugli stalli sono risultate circa 186, occupando quindi il 43 per cento dei posti; tra aprile e giugno la cifra dei veicoli in sosta è scesa a 153 al giorno, ovvero il 35 per cento dei parcheggi occupati; infine, tra ottobre e dicembre il numero è calato ancora, 110 mezzi al giorno che corrispondono al 26 per cento dei posteggi. La flessione dei veicoli negli stalli riservati, frutto anche dell’attività ispettiva svolta sul territorio e delle azioni di comunicazione che hanno accompagnato gli accertamenti, ha contribuito a permettere a chi possiede il contrassegno di avere il maggior numero possibile di posti a disposizione, nel solco della campagna avviata dal Comando di via Galilei, che nelle prossime settimane si estenderà al Quartiere 2.

Le sanzioni

Nel dettaglio delle sanzioni, 42 contestazioni hanno riguardato la violazione dell’ordinanza comunale che regola le modalità di utilizzo del contrassegno, strettamente personale: alla luce delle “agevolazioni” che lo caratterizzano (sosta sugli stalli riservati, nelle aree pedonali, accesso alla zona Ztl e sosta gratuita sugli stalli a pagamento), l’utilizzo deve avvenire secondo quanto stabilito dalla norma, ovvero che il titolare sia presente e che il veicolo che espone l’autorizzazione sia al servizio del titolare del contrassegno stesso. In particolare, la Polizia locale ha scoperto 31 casi di mezzi con permesso intestato a persone assenti al momento del controllo, mentre in 11 circostanze l’autorizzazione era a nome di soggetti deceduti.

L’importo del verbale, come indicato dal Codice della strada, è di 87 euro (60,90 se pagata entro cinque giorni), oltre alla rimozione del veicolo e alla decurtazione di 2 punti dalla patente di guida del conducente. In caso di sosta irregolare senza averne titolo, quindi, il proprietario dell’auto deve dichiarare chi fosse alla guida al momento della commissione dell’illecito; inoltre, viene applicata la sanzione accessoria del ritiro del contrassegno quando si è in presenza di recidiva.

Contrassegno intestato a congiunti 

Sono stati 42 i casi di utilizzo illecito del contrassegno per parcheggiare negli stalli riservati alle persone invalide o disabili individuati dalla Polizia locale di Modena nell’ambito della campagna di controlli che nel 2020 ha interessato il Centro storico.

Tra i vari abusi registrati sulle strade dagli operatori del Quartiere 1, chiamati spesso ad approfondimenti anche grazie all’attività dei colleghi negli uffici del Comando di via Galilei e degli altri settori dell’Amministrazione comunale come l’Anagrafe e il Settore traffico, emergono in particolare le 11 vicende di persone che utilizzavano, anche a distanza di anni, autorizzazioni intestate ad anziani genitori scomparsi, pur nella consapevolezza che il decesso del titolare del contrassegno fa decadere il titolo (che ha validità quinquennale e che può essere rilasciato anche a tempo determinato nel caso di invalidità temporanea del richiedente).

Tra gli altri casi di violazione dell’ordinanza comunale che regola le modalità di utilizzo del pass (la sanzione è di 87 euro), anche quelli di cittadini che esibivano il contrassegno intestato al genitore non più deambulante e ricoverato in casa di riposo da mesi.

Ancora, sono stati individuati diversi episodi di persone, anche giovani, che sfruttavano indebitamente il pass intestato a genitori o nonni per accedere nell’area Ztl, ma pure per non pagare la sosta negli stalli a pagamento, per recarsi in centro storico per motivi di lavoro o di svago.

Infine, in una circostanza un uomo ha chiesto al Comune di “agganciare” alla sua auto il permesso invalidi della madre, in maniera tale da poter trasportare la signora anche col suo mezzo; tuttavia, le verifiche che vengono effettuate dagli uffici dell’Ente prima del rilascio dell’autorizzazione hanno fatto riscontrare che la donna era scomparsa già da diversi mesi. Inoltre, è emerso che il contrassegno era già stato ritirato per “uso improprio” dall’altro figlio della signora deceduta, fratello appunto del richiedente, che lo utilizzava nonostante la morte della congiunta.

A Modena gli stalli per disabili in centro storico sono 430 (una quarantina realizzati nell’ultimo quinquennio), dei quali 116 in zona Ztl. Il numero complessivo dei contrassegni rilasciati ai residenti è di circa 5 mila e naturalmente sono utilizzabili anche quelli emessi dagli altri Comuni italiani ed europei. 

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