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Peste suina, Modena alza le difese: "Attivare ogni precauzione per evitare la diffusione” 

Sono stati organizzati 16 corsi con gli Atc e la polizia provinciale per la formazione di 1063 tra cacciatori e altre figure del mondo venatorio che rientrano nell’elenco nazionale dei bioregolatori, mentre con il Cai si è lavorato per sensibilizzare gli escursionisti sul loro ruolo nell’individuazione di eventuali carcasse di cinghiali sul territorio

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Si sono svolti martedì 23 aprile nella sede della Provincia di Modena, due incontri operativi per fare il punto sulla peste suina africana e per valutare le possibili azioni di contrasto alla diffusione della malattia nel territorio provinciale alla presenza del presidente della Provincia di Modena e del Servizio Veterinario dell’Azienda Usl, con le associazioni degli agricoltori di Modena e con i presidenti degli Atc modenesi (ambiti territoriali di caccia). 
Nel corso degli incontri è emersa la necessità di "attivare immediatamente tutte le precauzioni per prevenire la diffusione della peste suina africana che può causare gravi danni ai nostri allevamenti suini e a tutta la filiera che nel modenese è un settore fondamentale", in particolare è stato ribadito il ruolo fondamentale del Gruppo operativo territoriale (Got).

Si tratta di un organismo previsto dal Commissario Straordinario per la Peste Suina Africana e formalizzato con Determina del Direttore Generale del Settore Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna e costituito dal Servizio veterinario Ausl di Modena, (che lo presiede), oltre che dalla Provincia di Modena, polizia provinciale, Prefettura, Ente parco Emilia centrale, SACP (Settore Agricoltura Caccia e Pesca) e Protezione Civile e i presidenti di Atcmo 1, Mo2 e Mo3, che si è già riunito lo scorso 17 aprile in Provincia per definire il piano di contenimento della popolazione dei cinghiali presenti sul territorio.

Per contrastare la diffusione nel territorio provinciale modenese della peste suina africana, sono in corso numerose attività da parte della Provincia di Modena, con il supporto dei tecnici del Servizio veterinario dell’Ausl di Modena, per informare e sensibilizzare cittadini e operatori dei diversi settori coinvolti. In particolare, è in corso una campagna di formazione e informazione che coinvolge gli allevamenti di suini della provincia, oltre a verifiche e riunioni con le Associazioni di Categoria del mondo agricolo e produttivo, per un aggiornamento costante sulla base della situazione epidemiologica. Sono stati organizzati 16 corsi con gli Atc e la polizia provinciale per la formazione di 1063 tra cacciatori e altre figure del mondo venatorio che rientrano nell’elenco nazionale dei bioregolatori, mentre con il Cai si è lavorato per sensibilizzare gli escursionisti sul loro ruolo nell’individuazione di eventuali carcasse di cinghiali sul territorio, distribuendo locandine informative nei punti di accesso ai sentieri e percorsi naturalistici, in modo tale da darne la massima visibilità.

Su richiesta del Presidente della Provincia è stato organizzato un incontro con tutti i Sindaci per sensibilizzare gli stessi e la popolazione sulle conseguenze che potrebbero derivare nel caso in cui il territorio della nostra provincia dovesse entrare in zona di restrizione. La Provincia di Modena con il supporto tecnico del Servizio veterinario dell’Ausl di Modena sta predisponendo accordi tra tutte le parti che dovranno agire in sinergia per predisporre e concretizzare il piano di gestione della popolazione dei cinghiali sul territorio, coordinato dalla Polizia Provinciale.

La peste suina africana, di tipo virale, non colpisce l’uomo, ma i suini e i cinghiali ed è altamente letale negli animali colpiti; non esiste alcun trattamento o vaccino ed è responsabile di pesanti conseguenze economiche dovute ai costi di eradicazione e al blocco delle esportazioni di prodotti italiani di eccellenza.

La Regione Emilia-Romagna ha istituto il numero telefonico 051 6092124 per segnalare ai servizi veterinari dell’Ausl un cinghiale morto o i resti del cinghiale stesso (la sua carcassa, oppure le ossa) chiamando il numero telefonico. Per maggiori informazioni, consultare il sito regionale https://salute.regione.emilia-romagna.it/pestesuinaafricana/.


 

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