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Pit, da cane antidroga a "studente" del Tassoni. Così al liceo si torna a sorridere

Peter, pastore belga della Polizia Locale, è stato ospite del liceo modenese per una mattinata di pet-therapy con gli studenti disabili

Le fotografie di banchi vuoti cui siamo stati abituati nell'ultimo anno e l'uso-abuso dell'acronimo "DaD" quasi fosse una parola da sempre presente nel nostro vocabolario, hanno avuto un effetto potentissimo nell'immaginario comune: oggi, la grigia etichetta con cui è stata bollata la scuola rischia di oscurare anche chi, al contrario, quella scuola la frequenta.

Parlo dei professori, del personale ATA e, da un paio di settimane, degli studenti disabili. E' stato dato loro l'arduo compito di essere pionieri della scuola del post-Covid, di tenere vive quelle aule stanche di essere deserte, di continuare ad attraversare quei corridoi che non hanno più voce. Ma come fare?

A questa domanda ha dato una brillante risposta il Liceo Tassoni, inaugurando un progetto educativo che potrebbe essere parte integrante della cosiddetta (e così discussa) "didattica inclusiva" del futuro: la pet-therapy. Il primo ospite di questa iniziativa è stato Peter, il pastore belga impiegato quotidianamente dalla Polizia Locale di Modena nelle operazioni antidroga.

Il "primo giorno di scuola" di Peter ("Pit", per gli amici) è iniziato intorno alle undici di questa mattina ma, nonostante il ritardo e la sfacciataggine di arrivare fin dentro il cortile a bordo di una jeep della Polizia, è stato accolto dagli studenti con grande entusiasmo. Pit si è subito esibito in strabilianti acrobazie, per poi dare prova del suo infallibile fiuto cercando (e trovando a colpo sicuro) una pallina nascosta. Per premiarlo, i ragazzi gli hanno dato qualche crocchetta, e lui non è riuscito a contenere nè l'emozione, nè la vescica: non è cosa da tutti i giorni conoscere sette nuovi amici che ti applaudono e ti coccolano per tutta la mattina!

La professoressa Rosa Maria Coppelli, responsabile del progetto di Educazione alla Salute del Liceo Tassoni e prima promotrice dell'iniziativa, commenta positivamente l'esperienza, rivolgendo un sentito ringraziamento alla Polizia Locale che la ha resa possibile. La speranza è che sempre più scuole possano sperimentare questo tipo di inclusione attiva, rendendo anche gli studenti disabili primi protagonisti del proprio apprendimento.

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