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Vittime di Fossoli, saranno posizionate 67 pietre d'inciampo

Il progetto per installare le pietre d’inciampo dell’artista Gunter Demnig in ognuno dei luoghi in cui le vittime vissero per l’ultima volta da uomini liberi

La Fondazione Fossoli e ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti) intendono ricordare i 67 martiri di Fossoli annunciando, nel luglio 2024, in occasione dell’80° anniversario della strage, la posa di una Pietra d’Inciampo nel luogo ove ciascuno dei fucilati ebbe l’ultima resistenza da uomo libero.

L’iniziativa di restituire dignità e di ricordare le vittime del fascismo e del nazismo con una piccola pietra che riporta i dati essenziali della sua biografia è dovuta all’artista tedesco Gunter Demnig, che dal 1996 ne ha posate in tutta Europa oltre 100.000: il più grande museo diffuso esistente.

Ai nomi degli uccisi a Cibeno verrà aggiunto quello di Pacifico Di Castro, deportato ebreo romano, assassinato sul piazzale dell’appello il 1° maggio 1944.

Nel corso del progetto, che ha preso avvio nel febbraio 2023, è stata richiesta l’adesione delle Amministrazioni comunali e dei familiari dei 67 martiri: quasi tutti i familiari e i Comuni hanno aderito, e i promotori sono ancora in attesa di alcune risposte.

Per accelerare l’iter attuativo e ottimizzare le ricerche, ANED ha preso in carico il gruppo dei martiri della regione Lombardia, e la Fondazione Fossoli quelli di tutte le altre regioni. Nel corso della ricerca sono stati contattati tutti gli Uffici Anagrafe comunali per verificare l’indirizzo dell’ultima residenza, con verifica su corrispondenza odierna.  Anche in questo caso, la maggior parte ha risposto, ma si stanno sollecitando gli ultimi riscontri.

La ricerca ha prodotto aggiornamenti di Archivio sui seguenti martiri: Giovanni Barbera, Pacifico Di Castro, Gino Marini, Giuseppe Palmero, Jerzy Sas Kulczycki, Milan Trebsè. Sono emersi documenti e informazioni che andranno a integrare i rispettivi fascicoli conservati nel Centro studi e documentazione ‘Primo Levi’ presso la Fondazione Fossoli.

“All’alba dell’epoca della scomparsa dei testimoni diretti – commenta il Presidente della Fondazione Fossoli Pierluigi Castagnetti – tanto più urgente si fa la necessità non voglio dire del dovere, ma della passione della memoria. Ricordare quello che è stato possibile, nelle città in cui viviamo, nelle nostre campagne, nelle strade e nelle piazze che oggi ci paiono così accoglienti, significa non soltanto onorare le vittime, ma anche dare un senso alla nostra idea di comunità, e verso la quale vuole procedere. Nell’ottantesimo anniversario di questa terribile strage, che fu un attentato non soltanto contro 67 esseri umani, ma contro l’idea stessa di pace, democrazia, l’estremo, terribile gesto di rifiuto nei confronti della visione di un’Europa unita, e dopo la storica visita di David Sassoli e Ursula von der Leyen, il progetto che stiamo portando avanti insieme agli amici di ANED rappresenta una piccola fiammella di speranza in un’Europa in cui si torna a parlare di guerra, un termine che pensavamo bandito per sempre.”

“Con la posa di queste pietre d’inciampo – ha detto il presidente nazionale dell’ANED Dario Venegoni – ricordiamo non soltanto una delle più terribili stragi perpetrate dai nazisti nel nostro paese, ma anche ciascuna delle vittime. Per ogni fucilato verrà posto un piccolo segno di fronte alla sua ultima abitazione, praticamente in ogni regione del nostro Paese, dal Piemonte alla Sicilia. Rendiamo in questo modo omaggio a dei resistenti, degli antifascisti che pagarono con la deportazione e poi con la vita la scelta di non essere indifferenti di fronte ai crimini della dittatura fascista e dell’occupante nazista. Da questi martiri viene un insegnamento che ci impegna anche oggi, e che speriamo sia fatto proprio dai giovani di tutte le comunità locali alle quali affideremo in futuro la custodia e la tutela di queste pietre d’inciampo”.

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