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Sabato, 21 Maggio 2022
Attualità Modena Est / Via Gian Battista Pergolesi

Piscine Pergolesi in crisi: un sostegno economico per continuare l’attività

Aiuti per oltre 230 mila euro ed è stato avviato il percorso del Piano per garantire la gestione dell’impianto nonostante l’aumento dei costi a causa del Covid

È di oltre 230 mila euro l’aiuto economico stanziato dal Comune di Modena per consentire alle piscine Pergolesi di continuare l’attività nonostante l’aumento dei costi a causa dell’emergenza sanitaria. E nel frattempo è stato avviato anche il percorso per la revisione del piano economico finanziario, come è già avvenuto per le piscine Dogali, l’altro impianto natatorio di proprietà comunale.

La delibera che prevede per le Pergolesi un ristoro di 170 mila euro e uno sconto sul canone 2020 di quasi 65 mila euro è stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta comunale su proposta dell’assessora allo Sport Grazia Baracchi. Nel percorso verso il nuovo Piano gestionale, che dovrà individuare un nuovo equilibrio per consentire comunque di mantenere aperta la piscina, è stato già stabilito anche lo sconto dei canoni delle 12 mensilità 2021 per un valore complessivo di quasi 170 mila euro.

In estate il Comune aveva già stanziato un ristoro di 165 mila euro, ma le maggiori spese sostenute a causa del Covid negli ultimi due anni e i mancati incassi, dovuti alle chiusure, alle limitazioni e da una minore frequentazione degli impianti, sono stimate in circa 700 mila euro.

“Gli impianti natatori –spiega l’assessora Baracchi – rappresentano uno dei settori tra i più penalizzati dall’emergenza sanitaria, ma fino a ora ha ricevuto indennizzi minimi. Noi vogliamo mantenere attivi servizi importanti per i cittadini e per le società sportive di nuoto, non solo modenesi. Parliamo di strutture particolarmente complesse dal punto di vista gestionale e anche gli attuali protocolli non permettono una ripresa al 100 per cento delle attività. Le società – aggiunge l’assessora – hanno già sostenuto sforzi notevoli per tenere aperti il più possibile gli impianti, nonostante le enormi difficoltà, e garantire la manutenzione delle strutture pubbliche. Gli interventi fatti nel pieno dell’emergenza non erano più sufficienti. Per continuare a mantenere aperti gli impianti in una prospettiva strategica è necessario, come è stato fatto per le Dogali, individuare e definire un nuovo equilibrio economico seguendo le linee guida redatte da Anci nel maggio dell’anno scorso proprio per il Riequilibrio economico finanziario delle concessioni delle piscine e impianti sportivi pubblici. L’alternativa sarebbe chiudere, come purtroppo sta avvenendo in altre realtà. È importante, invece, che la ripartenza dopo l’emergenza sanitaria – conclude Baracchi – sia accompagnata anche da una piena ripresa dell’attività sportiva”.

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