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Martedì, 23 Aprile 2024
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Piste ciclabili, negli ultimi 5 anni realizzati 19 km in città

A Modena la rete è ora di circa 247 chilometri. Individuati finanziamenti per altri 14 chilometri da realizzare nel biennio 2024-2025

Sono 19 i chilometri di ciclabili realizzati nell’ultimo quinquennio, con priorità sui tratti di dorsale e di collegamento ai poli scolastici e lavorativi, che portano la rete complessiva in città a fine 2023 a circa 247 chilometri. Sono inoltre stati individuati finanziamenti, sia pubblici che privati, per la realizzazione di ulteriori 14 chilometri di piste nel corso del biennio 2024-2025. E, ancora, sono stati realizzati quattro nuovi depositi protetti per biciclette in acciaio e vetro, ed erogati incentivi per oltre 130 mila euro per utenti che hanno percorso oltre 1 milione di chilometri con mezzi sostenibili nei tragitti casa-lavoro con il progetto “Bike to work”.

A fare il punto sulle azioni messe in campo per la mobilità dolce è stata l’assessora alla Mobilità sostenibile Alessandra Filippi nella seduta del Consiglio comunale di giovedì 29 febbraio rispondendo all’interrogazione, trasformata in interpellanza, di Alberto Bignardi del Pd sull’implementazione e connessione delle piste ciclabili nel territorio comunale di Modena. Il consigliere ha chiesto quali progetti e iniziative il Comune ha in corso per connettere le piste ciclabili esistenti e creare una rete ciclabile integrata, quali azioni sono previste per migliorare la sicurezza degli utenti, quali misure sono state o saranno adottate per promuovere l’utilizzo della bicicletta e “se è possibile comunicare alle piattaforme, quali per esempio Google maps, tutti i percorsi affinché siano correttamente proposti ai ciclisti”.

L’assessora ha ricordato che “il potenziamento della rete ciclabile, così come le altre azioni per incentivare la mobilità sostenibile, sono previsti nel Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums 2030), strumento strategico di pianificazione territoriale della mobilità di orizzonte decennale approvato nel luglio 2020 dal Consiglio comunale di Modena, i cui obiettivi, allineati a quelli europei e nazionali, sono orientati – ha proseguito – a mettere le persone al centro delle scelte di sostenibilità ed efficienza. Il Pums, che condivide gli schemi strategici con il Piano urbanistico generale (Pug) individua infatti nelle dorsali ciclabili e, più in generale, nella rete di percorsi ciclabili, con tratti di riconnessione della rete secondaria, aree pedonali e ciclabili e zone 30, laddove le caratteristiche lo consentono, elementi fondamentali per incentivare modelli di spostamento più sostenibili”.

Tra i percorsi realizzati negli ultimi anni, ad esempio, i nuovi tratti in via Montessori, via Finzi, via Del Mercato, via Toniolo e via Gerosa, strada Canaletto, oltre a via Emilia est tra via Fusco e la Fossalta, e agli interventi più recentemente finanziati dal Pnrr lungo strada Nonantolana e strada San Cataldo. Tra le opere già finanziate e di prossima cantierizzazione rientrano, invece, la dorsale Modena Nord (finanziata dal Pnrr), la riconnessione del polo universitario di via Gottardi con via del Pozzo attraverso l’area del Policlinico (anch’essa finanziata dal Pnrr), un tratto di dorsale Emilia ovest tra via Salgari e il nuovo Conad (finanziata dal programma Bike to Work della Regione Emilia-Romagna), la ricucitura Canaletto-Crocetta grazie a un nuovo tratto di dorsale Nonantolana e in area Darsena (finanziate dal programma Pinqua e già in corso di realizzazione), il secondo stralcio della Diagonale fino alla frazione di Cittanova, oltre alla dorsale di via Panni con il nuovo sottopasso alla ferrovia.

“Il Comune – ha continuato Filippi – ha ottenuto, inoltre, risorse ministeriali per la redazione di progetti di fattibilità tecnico-economica o piani di settore legati alla mobilità sostenibile: di questi 13 hanno riguardato la progettazione di fattibilità tecnica ed economica di ciclabili, per lo più dorsali, come la Modena-Nonantola, la via Emilia Ovest tra via Salgari e la frazione di Marzaglia, la dorsale Vignolese, un tratto di dorsale Neruda, la riconnessione della frazione di Lesignana, oltre ai due interventi per i quali, nel frattempo, sono stati individuati i finanziamenti Pnrr, ossia la dorsale Modena Nord e la riconnessione della dorsale San Cataldo”.  Tra gli studi di fattibilità l’assessora ha ricordato anche due approfondimenti, finanziati con le risorse del Mit, sui temi casa-lavoro e casa-scuola per cui è in corso la redazione di un Piano di Spostamento Casa-Lavoro nell’area pilota di Modena Ovest e di tre Piani Spostamento Casa-Scuola negli ambiti pilota di via Valli, via Amundsen e viale Reiter.

Filippi ha quindi annunciato che, dopo la prima edizione del progetto “Bike to work” del ministero dell’Ambiente per sensibilizzare la cittadinanza all’utilizzo della bicicletta per la mobilità casa-scuola e casa-lavoro, nei prossimi mesi è prevista una seconda edizione del programma: “L’iniziativa – ha precisato – sarà replicata in modo semplificato, ossia con la sola erogazione dei buoni mobilità ai lavoratori maggiorenni che si muoveranno con la bicicletta (o monopattini elettrici) sul percorso casa-lavoro nel territorio comunale”.

L’assessora ha quindi ricordato che i nuovi quattro depositi protetti per biciclette, a due piani, sono stati installati presso la stazione ferroviaria (Porta Nord e Piazza Dante), la Stazione piccola e, di recente, al Novi Sad. “In città – ha aggiunto – è altresì consolidato il sistema gratuito di bike sharing ‘C’entro in bici’ con oltre 350 biciclette a disposizione dei quasi 3.500 utenti iscritti”. Filippi ha poi evidenziato che, “oltre alle dotazioni strutturali e infrastrutturali, il Comune porta avanti con successo, da molto tempo, anche diverse iniziative di promozione e sensibilizzazione con le scuole di diverso ordine e grado e in occasione delle giornate ecologiche, tra cui ad esempio le aste di biciclette”.

L’assessora ha infine convenuto che, per migliorare la consapevolezza della rete dei percorsi ciclabili da parte della cittadinanza è indispensabile strutturare strumenti digitali che rendano liberamente consultabili le informazioni relative ai numerosi servizi offerti. Nell’ambito dei progetti di fattibilità finanziati dal Mit, l’Amministrazione ha scelto di affidare anche un servizio di progettazione per la qualificazione e riconoscibilità delle principali direttrici ciclabili e linee complementari della città. Una volta sviluppato questo sistema, le mappe interattive e di libera consultazione potranno essere condivise anche con le principali piattaforme di pianificazione e gestione della mobilità in tempo reale.  

Il dibattito

L’interrogazione di Alberto Bignardi del Pd sull’implementazione e connessione delle piste ciclabili nel territorio comunale di Modena è stata trasformata in interpellanza e, nel dibattito, sono intervenuti alcuni consiglieri.

Per il Movimento 5 stelle, Giovanni Silingardi ha sostenuto che la strada deve essere fruibile anche da chi va in bici, “senza cesure e con il sostegno di risorse”. Il consigliere, quindi, ha affermato l’importanza di informare la cittadinanza sul senso di un modello come quello della ‘mobilità d’emergenza’ di via Morane: “La striscia, su quella ciclabile, segnala lo spazio riservato alle bici, assicurando migliore fruizione e sicurezza”. Il consigliere, infine, ha chiesto un aggiornamento sulla congiunzione tra l’area di via Gramsci e il centro storico, nell’ambito del cavalcavia Mazzoni. “Quantità non è sempre qualità”, ha chiarito Andrea Giordani, riferendosi all’importanza “di una maggiore manutenzione delle ciclabili esistenti e, quindi, alla necessità di intervenire su smottamenti, assenza di adeguata segnaletica verticale e orizzontale, oltre che potatura dei rami più bassi”.

Per Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) “le ciclabili esistenti non garantiscono una piena sicurezza per il ciclista: occorre pensare, quindi, a una manutenzione più efficace e a una sua miglior programmazione”. Anche la consigliera si è soffermata su via Morane, esprimendo però perplessità sulla sua sicurezza di quel tratto: “La carreggiata è occupata anche da mezzi pubblici: una ciclabile strutturata in questo modo – ha concluso – diventa pericolosa”.

In replica, Alberto Bignardi (Pd) ha sottolineato “l’evidente” lavoro fatto a Modena sulla ciclabilità, “ma questo non deve esimerci dal continuare”, ha affermato. In particolare, il consigliere ha auspicato un rilancio del progetto di premialità per chi utilizza le ciclabili, maggiore centralità della mobilità sostenibile per raggiungere i luoghi di lavoro e più diffusione delle cargo bike.

In replica, l’assessora Alessandra Filippi ha evidenziato la capacità dell’Amministrazione di intercettare importanti finanziamenti per la realizzazione delle dorsali ciclabili, affermando che l’obiettivo è anche “ridisegnare” lo spazio pubblico, “restituendo spazio a pedoni e ciclisti, senza mettere in conflitto queste due categorie”. Intervenendo poi sul cavalcavia Mazzoni, l’assessora ha ricordato lo studio per la realizzazione di una passerella ciclabile: “E’ in corso un’interlocuzione con Anas, proprietaria del ponte – ha aggiunto – per verificare possibili vincoli della Soprintendenza”. Concludendo su via Morane, l’assessora ha infine precisato che “la segnaletica orizzontale consente di avere più attenzione nei confronti di chi già prima percorreva in bicicletta la strada e, dal momento della realizzazione del percorso, non si è registrato nessun aumento di incidentalità che giustifichi di ritenerla pericolosa”.

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