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Funeral home negata a Sassuolo, Gibellini all'attacco. Il Comune: "Vincoli urbanistici"

Botta e risposta tra l'imprenditore modenese e l'Amministrazione sassolese: sul piatto la realizzazione di una nuova "Terracielo" negata oggi dopo la disponibilità che era stata fornita dalla Giunta in carica nel 2007

Correva l'anno 2007, il sindaco democratico Graziano Pattuzzi governava Sassuolo e l'imprenditore Gianni Gibellini, il "big" delle onoranze funebri modenesi, aveva giò in mente la realizzazione delle Funeral Home "Terracielo", che oggi sono state realizzate a Modena, Carpi, Mirandola e Vignola. Ma non a Sassuolo. Quindici anni fa Gibellini mise gli occhi su un terreno accanto al cimitero di Sassuolo, che ancora oggi versa in condizioni di degrado, è abbandonata e presenta due stabili diroccati che sono ciclicamente rifugio di balordi e luogo di incontri clandestini.

L'imprenditore trovò all'epoca "grande collaborazione dall'amministrazione" e avviò lo studio della nuova struttura, contando sull'alienazione di quel terreno. "Nel 2014 il Comune diede l'ok per la fattibilità e gli anni fra il 2017 e il 2021 furono utilizzati per dare vita al bando per l'aggiudicazione del lotto, al quale avrebbe partecipato la nostra azienda e avrebbero potuto partecipare ovviamente anche altre ditte", spiega Gibellini. Poi tutto si è bloccato.

L'imprenditore modenese ha visto di fatto svanire in modo del tutto improvviso la possibilità di acquisire quel terreno e pper questo ha deciso di dare battaglia, rendendo pubblica la vicenda con un attacco diretto all'attuale amministrazione di centrodestra. Sono infatti stati proprio il sindaco Gian Francesco Menani e i suoi dirigenti a convocare un anno fa Gibellini, spiegando che  l'amministrazione comunale non intendeva più cedere questo terreno di proprietà comunale e che quindi il bando non si sarebbe fatto e la struttura non si sarebbe realizzata.

"Rimasi molto colpito e amareggiato: dopo anni di lavoro e di spese per la realizzazione dei progetti della struttura, un no di questo tipo era davvero pesante. Anche perché la struttura che avremmo voluto realizzare era molto utile per il territorio visto l'affollamento e i problemi di spazio, di riservatezza e di rispetto all'interno delle camere ardenti dell'ospedale di Sassuolo e per non parlare dei parcheggi all'esterno". Oltre all'amarezza, Gibellini ha dovuto anche fare i conti con la concorrenza, in quanto le Onoranze Funebri Christian De Carlo hanno nel frattempo avviato l'iter per realizzare "Eterea Funeral Home", una casa di commiato su 1.400 mq che troverà posto in uno stabile privato attualmente abbandonato in via Circonvallazione Nordest 24, accanto al sottopasso.

"Devo confessare che proprio non comprendo come mai il nostro progetto di realizzare la casa funeraria Terracielo Sassuolo sia stato così ostacolato e osteggiato -  ha attaccato Gibellini in conferenza stampa - a fronte di una necessità così forte per la città di Sassuolo. Quella che sembrava un'area perfetta su cui fare sorgere una struttura di questo tipo e che avrebbe anche sistemato un'area in completo abbandono, realizzando un progetto di rigenerazione urbana, non è più stata ritenuta idonea"

Ma la vicenda non è ancora finita. Gianni Gibellini nelle scorse settimane ha partecipato a un'asta giudiziaria che riguardava un immobile a Sassuolo in Via Ancora in cui ha da anni ha sede la Croce Blu (Pas Sassuolo), che è riuscito ad aggiudicarsi. "Nell'immobile che abbiamo acquistato - prosegue l'imprenditore- vorrei realizzare la tanto agognata casa funeraria che dal 2007 ritengo necessaria per fornire un servizio adeguato a tutto il bacino di Sassuolo. Ma un paio di giorno dopo l'asta sono usciti articoli di giornali in cui il sindaco Menani dichiarava che lo stabile in questione era destinato all'abbattimento e che i compratori avrebbero dovuto in qualche modo informarsi meglio prima dell'acquisto, visto il destino "segnato" del fabbricato. Mi ha sorpreso molto questa dichiarazione perché non è normale che un giudice fallimentare decida l'alienazione di un bene che serve per raccogliere denaro per i creditori e che è destinato all'abbattimento e quindi ad avere un valore basso.  Concludendo devo confessare che sento una certa ostilità nei miei confronti, una sorta di accanimento contro un'idea imprenditoriale che voleva soddisfare un'esigenza molto forte del territorio".

A distanza di poche ore è arrivata la replica dell'Amministrazione, con il sindaco di Sassuolo che ha messo nero su bianco le motivazioni delle scelte. “Ampia disponibilità all’imprenditore per la realizzazione di una Funeral Home a Sassuolo, non c’è nessuna preclusione se non il rispetto delle normative che, le soluzioni fino ad ora prospettate, violano” hanno dichiarato Sassuolo Gian Francesco Menani ed il Vicesindaco Alessandro Lucenti.

Nel dettaglio, Mennani chiarisce: “Ci dispiace se le Amministrazioni precedenti avevano fatto intendere che sul terreno, a fianco del cimitero, si potesse realizzare la struttura, ma non è così: c’è un vincolo di rispetto dell’area cimiteriale che lo vieta; non è certo colpa nostra se una normativa urbanistica, che non abbiamo fatto noi, lo impedisce e allo stesso tempo non abbiamo nessuna intenzione di illudere qualcuno mettendo a bando un lotto su cui non si può realizzare una struttura del genere".

L'amministrazione sassolese, sul secondo lotto in ballo aggiunge: "Per quanto riguarda l’edificio oggi sede della Pas, poi, avevamo evidenziato in maniera lampante, attraverso una specifica sul bando d’asta, tutti i vincoli che vi gravavano: non è sulla persona o sull’impresa che ci sono ostacoli, ma sul rispetto delle norme sul quale non vogliamo e non possiamo transigere. Non abbiamo mai dato, e nemmeno daremo mai, indicazioni all’Ufficio Tecnico per ostacolare un’impresa che voglia investire in città: solamente pretendiamo il rispetto di regole che, lo ribadiamo, non abbiamo scritto noi ma che dobbiamo applicare”.

“Se l’imprenditore individuerà un’area adatta e senza vincoli urbanistici – dichiarano Menani e Lucenti – saremo ben felici di accogliere una nuova funeral home a Sassuolo, senza alcuna preclusione se non la trasparenza che si deve nel rispetto di tutte le norme”.

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