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“Il polmone e la marijuana: una relazione pericolosa”: i medici hanno incontrato le scuole

Da aprile a maggio pneumologi, chirurghi toracici e tossicologi hanno parlato agli studenti delle scuole superiori dei rischi

Il polmone e la marijuana: una relazione pericolosa. Questo il titolo degli incontri organizzati – da aprile a maggio – con gli studenti di alcune scuole secondarie di secondo grado dai professionisti dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena per affrontare l'argomento degli effetti dannosi del fumo di cannabis sul polmone, tema ancora poco conosciuto e sottovalutato. 

L’iniziativa è stata promossa dal prof. Alessandro Stefani, Direttore della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Toracica e docente UNIMORE, in collaborazione con il prof. Enrico Clini, Direttore della UO di Malattie dell’Apparato Respiratorio del Policlinico e della Dott.ssa Simona Guerzoni, Responsabile del Servizio di Tossicologia e Farmacologia Clinica del Policlinico.

Si è trattato di una serie di conferenze che si sono tenute a scuola, durante l’orario di lezione, presenti i ragazzi e gli insegnanti delle classi terze e quarte. Le scuole coinvolte nell’iniziativa sono state il Liceo Scientifico Tassoni, il Liceo Classico Muratori/San Carlo e l’I.I.S Corni. Sono state interessate circa una trentina di classi, con oltre 700 ragazzi tra i 15 e i 17 anni. Il progetto si inserisce nell’ambito delle attività di terza missione dell’Università di Modena e Reggio Emilia, tra cui vi sono appunto iniziative di divulgazione scientifica alla popolazione. Ed è l’aumento costante del consumo di cannabis da parte dei giovani e dei giovanissimi che ha indotto i ricercatori di UNIMORE a condividere con i ragazzi l’informazione che “fumare marijuana danneggia il polmone”. 

Che il fumo di marijuana provocasse danni al polmone è noto alla comunità scientifica ormai da diversi anni– commenta il prof. Alessandro Stefani - Le alterazioni polmonari sono simili a quelle causate dal fumo di sigaretta ma sembrano svilupparsi più rapidamente, e possono quindi interessare anche ragazzi giovani, fumatori abituali di cannabis. Alcuni di questi danni poi, una volta instauratisi, sono irreversibili. Uno studio da noi condotto qualche anno fa ha inoltre rilevato un’associazione significativa tra il fumo di cannabis e il pneumotorace, una condizione patologica che in alcuni casi può rendere necessario un intervento chirurgico. Notando la scarsa conoscenza di questi aspetti da parte dei giovani, abbiamo ritenuto utile portare queste informazioni presso i ragazzi delle scuole superiori, che potenzialmente sono tra i più interessati all’argomento. Siamo rimasti molto soddisfatti dalla disponibilità delle Scuole e dall’interesse degli insegnanti. Soprattutto, siamo stati piacevolmente colpiti dall’attenta partecipazione che ci hanno dimostrato i ragazzi, attraverso numerose domande e interessanti riflessioni”.

Durante l’incontro i tre relatori hanno parlato ai ragazzi e ai loro professori dei danni all’apparato respiratorio, anche gravi e irreversibili, che possono derivare dal consumo continuativo di marijuana o di hashish. Durante le presentazioni è stato fatto largo uso di proiezioni multimediali, con immagini e filmati, alcuni direttamente presi da procedure mediche o chirurgiche, realistici ed efficaci. Dopo le presentazioni, ampio spazio è stato dedicato alla discussione e alle domande degli studenti.

Dal punto di vista tossicologico abbiamo tentato di sfatare alcuni falsi miti sulla cannabis, - spiega la dott.ssa Simona Guerzoni - cercando di informare i ragazzi sugli effetti in acuto e in cronico derivanti dalla sua assunzione. Le evidenze scientifiche dicono che i consumatori abituali di cannabis sviluppano danni principalmente a livello polmonare e cerebrale, soprattutto quando il consumo inizia in età adolescenziale. Molti studenti sono rimasti sorpresi dei possibili effetti collaterali dell’assunzione in acuto, quali sincopi, ipotensione, vomito, paranoia, allucinazioni o forme di psicosi acuta. Abbiamo ritenuto utile fare un excursus sulle varie formulazioni di cannabis esistenti sul cosiddetto “black market”, sulle modalità di assunzione e sui rischi legati al consumo, con particolare attenzione alla guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Le numerose domande dei ragazzi hanno poi reso possibile l’approfondimento di tematiche attuali, quali le indicazioni all’uso della cannabis terapeutica e gli aspetti legati alla legalizzazione della cannabis”.

La consapevolezza dei danni diretti e indiretti al polmone indotti da abuso del fumo, e dunque anche dalla cannabis - conclude il prof. Enrico Clini – è un elemento importante per i giovani. Il danno polmonare misurabile lo si osserva purtroppo a distanza di molti anni dall'avvio del consumo di sigarette o altre sostanze dannose inalate. La prevenzione all'abuso ha quindi fra i requisiti la conoscenza del rischio a cui si va incontro.”

L’interesse dimostrato dalle Scuole e dagli insegnanti e un’attenta partecipazione degli studenti hanno sancito il successo dell’iniziativa. Per il prossimo anno scolastico c’è quindi l’intenzione di estendere gli incontri anche ad altre scuole superiori, per un coinvolgimento sempre maggiore della popolazione studentesca della città su un tema ancora poco conosciuto e forse sottovalutato.

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