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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Raccontare il mondo delle dipendenze attraverso gli occhi di chi cura, parte il viaggio di “In-Dipendenze”

Quattro video realizzati insieme all'Ausl di Modena che vede protagonisti gli operatori del Servizio di Dipendenze Patologiche di Modena. Nella prima puntata la nascita della nuova sede del Servizio, che verrà inaugurata il 1° dicembre

Quattro video, dieci professionisti davanti alla telecamera e un obiettivo: raccontare il mondo delle dipendenze attraverso gli occhi di chi cura, gli operatori sanitari del Servizio Dipendenze Patologiche di Modena.

Parte oggi un piccolo viaggio dal titolo “In-Dipendenze”, un progetto video realizzato insieme all'Azienda USL di Modena, che porta le telecamere all’interno di un Servizio che si occupa di un fenomeno sociale tanto delicato quanto importante e attuale, dando voce a chi è quotidianamente impegnato per supportare le persone con problemi di dipendenza. Dall’approccio terapeutico al vissuto personale, con uno sguardo privilegiato e competente che vuole offrire spunti interessanti allo spettatore, con l’obiettivo di contribuire ad affrontare la tematica in modo corretto, liberandola da quei pregiudizi che purtroppo ancora oggi troppo spesso la caratterizzano.

“Una nuova sede”

Si parte dal contenitore per arrivare al contenuto: il primo video è dedicato alla nuova sede del Servizio di Dipendenze Patologiche di Modena, che sarà inaugurata il prossimo 1° dicembre. Gli interventi di Fabrizio Starace, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Modena, Andrea Spanò, Direttore del Distretto sanitario di Modena, e Chiara Gabrielli, Direttore del Programma dipendenze patologiche di Modena, mettono in luce l’attività che verrà svolta in via Nonantolana, all’interno della nuova struttura che tratterà le dipendenze da sostanze e comportamentali. Una sorta di prologo, un’introduzione alla realtà delle dipendenze che sarà poi al centro degli altri tre video.

VIDEO | In-Dipendenze. La nuova sede del Sert di Modena

“Distanze e stigma”

Tra gli aspetti sociali più consolidati e resistenti al progresso evolutivo vi è lo stigma, una condizione che permea la comunità e la attraversa trasversalmente, contribuendo alla marginalizzazione delle persone tossicodipendenti. Proprio “Distanze e stigma” è il titolo del secondo video, che vede protagonisti l’infermiera Mirella Panini, Lara Bertieri, medico specialista in tossicologia e farmacologia, e la dottoressa Gabrielli. A chiusura, una breve testimonianza di Luca (nome di fantasia), utente esperto.

“Prevenzione e cura”

La collaborazione con le scuole, per sensibilizzare i ragazzi sui rischi dell’abuso di alcol e sostanze stupefacenti, ma anche il lavoro con le famiglie, un tassello molto importante della vita di ciascuno, per cercare di trovare strategie utili per il supporto dei cari con problemi di dipendenza: prevenzione e cura rappresentano il nucleo dell’attività del SerDP. Ne parlano nel terzo video Roberto Paola, psicologo, e Giulia Bevini, tecnico della riabilitazione psichiatrica, prima della conclusione di Ilary (nome di fantasia), utente esperto.

“Motivazione e ripartenza”

Alle parole di Giada Zabini, infermiera, Tiziana Muzzioli, psicologa e psicoterapeuta, e Patrizia Vallone, coordinatore delle professioni sanitarie, è affidato il compito di concludere questo viaggio, con due temi che rimandano a positività e ottimismo: la motivazione nell’affrontare la dipendenza, con i disagi e i rischi di ricaduta annessi, e la ripartenza, il non facile reinserimento nella società anche attraverso un’attività lavorativa. “Mi sono sentito accolto” dice Giuseppe (nome di fantasia), utente esperto, a proposito del suo rapporto con il Servizio, nell’ultima frase del quarto video. “Mi sono sentito apprezzato per quello che posso dare, e posso dare tanto. Tutti noi possiamo dare tanto”.

“Progetti come questo, che abbiamo fortemente voluto, sono un’occasione per dialogare con la nostra comunità di riferimento, Modena – sottolinea Chiara Gabrielliresponsabile del SerDP di Modena –. Le persone che consumano sostanze hanno tanto da dire e quasi mai modo di dirlo: in questo progetto hanno avuto occasione di farlo come utenti esperti. Li ringraziamo profondamente per avere accettato di portare la loro voce, ma anche per aver deciso di partecipare al corso che ha loro attribuito la competenza di utente esperto; questa competenza è fatta di disponibilità verso gli altri, di fiducia verso i servizi, di consapevolezza, di partecipazione alle scelte di salute. Essere utente esperto vuole dire dare senso e peso alla propria esperienza per migliorare la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone con dipendenza. Gli operatori del SerDP che ho il privilegio di dirigere sono medici, infermieri, psicologi, educatori, tecnici della riabilitazione psichiatrica, assistenti sociali, agenti della sicurezza e operatori di front office. Siamo abituati a lavorare in team multiprofessionali, perché le persone con problemi di dipendenza hanno bisogno di cure sul piano fisico, psichico e sociale, piani che talvolta si intersecano creando quadri di grande complessità. I nostri professionisti hanno grande competenza tecnica unita a una grande passione, e lo hanno dimostrato aderendo con entusiasmo a questo progetto. Passione e competenza – conclude Gabrielli – che ci hanno consentito di sposare appieno la modernità e l’evoluzione delle tecniche basate sull’evidenza nel trattare i temi delle dipendenze”.

“Affrontare il tema delle dipendenze patologiche è sicuramente complesso anche da un punto di vista giornalistico: chi lo fa deve scontrarsi con molto luoghi comuni e calarsi in un ruolo difficile, quello di chi si trova di fronte al disagio e alla debolezza di persone fragili sulle quali pende una pesante etichetta – spiega Annalisa Servadei, giornalista di ModenaToday che ha curato il progetto –. Siamo grati all'Azienda Usl e al Servizio Dipendenze Patologiche per la disponibilità a questa collaborazione, nella speranza di aver raccontato uno spaccato di vita modenese che si svolge lontano dai riflettori”.

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