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Venerdì, 12 Aprile 2024
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Povertà abitativa e marginalità sociale. Più risorse per contrastarle

Ok alla mozione presentata da Carpentieri (Pd) che sollecita l'intervento del Governo per la casa. “Con il Pug rigenerazione urbanistica e piani Ers ed Erp”

"Il Governo deve stanziare risorse per contrastare la povertà abitativa e impedire che i contributi del Pnrr, previsti dal programma Pinqua (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare), vengano tagliati o rimodulati al ribasso per Modena e per tutti gli altri beneficiari." È la richiesta dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Modena giovedì 12 gennaio che invita anche l’Amministrazione a proseguire, nell’ottica della rigenerazione urbana, il recupero di risorse pubbliche e l’acquisizione di aree dismesse per la realizzazione di piani Ers ed Erp allo scopo di dare risposta al bisogno di abitazioni, soprattutto tra le fasce più deboli.

Il documento sugli indirizzi per il contrasto alla povertà abitativa, presentato in occasione dell’assunzione del Pug, il Piano urbanistico generale, e illustrato dal capogruppo del Pd Antonio Carpentieri, ha ottenuto il voto anche di Europa Verde-Verdi, Modena Civica, Sinistra per Modena e del Movimento 5 stelle; contrari Lega Modena, Alternativa Popolare e Fratelli d’Italia.

La povertà abitativa, ha spiegato Carpentieri, intercetta fenomeni di povertà economica, oltreché quelli di marginalità sociale in ambito urbano, e la mozione vuole fornire ulteriori indicazioni politiche utili alla gestione del nuovo Pug a partire proprio dal problema della casa, diffuso anche in famiglie con redditi dignitosi ma inadeguati ad accedere al libero mercato. Per il capogruppo del Pd si tratta di uno dei principali fattori dell’aumento della popolazione nei centri della cintura del capoluogo, con conseguenze negative per la mobilità. Rispetto a queste difficoltà e, di conseguenza, all’emersione di nuovi bisogni dei cittadini, come la disponibilità di alloggi in affitto, prezzi più accessibili delle proprietà sul mercato e la qualità architettonica degli spazi, Carpentieri ha invitato l’amministrazione a definire un piano per l’accrescimento del patrimonio abitativo in locazione a canone calmierato, e a prevedere, a seguito dell’approvazione del Pug, un programma per l’attuazione di interventi di edilizia residenziale sociale, promuovendo, allo stesso tempo, il recupero e la riqualificazione di alloggi vuoti a favore di Agenzia Casa o altri enti.

Aprendo il dibattito, la consigliera Barbara Moretti (Lega Modena), pur affermando di condividere alcuni aspetti della mozione, ha specificato che i contributi sull’affitto non possono essere risolutivi: “Non generano movimento del mercato, cosa di cui abbiamo bisogno”. La consigliera ha inoltre evidenziato i limiti del Pug considerato “poco innovativo a fronte di un problema che, a Modena, riguarda numerosi edifici sfitti e vuoti poiché non adeguati agli standard di sicurezza”. Per Moretti occorre quindi “trovare meccanismi virtuosi in grado di relazionare domanda e offerta, sostenendo quei proprietari privi di risorse per poter riqualificare”.

La consigliera Elisa Rossini (Fratelli d’Italia), riconoscendo l’importanza del tema, ha evidenziato come l’impianto del Pug “penalizzi il piccolo proprietario a vantaggio delle grandi imprese, favorendo, inoltre, un’edilizia omologata e poco appetibile”. Rossini ha sottolineato pure l’esigenza di rispondere ai bisogni di comfort di famiglie e giovani coppie “che fuggono sempre più dalla città per trovare spazi più aperti e verdi”.

Alla prospettiva di nuove costruzioni individuata nella mozione, Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha contrapposto l’esigenza di recuperare l’esistente: “Bisogna ragionare, piuttosto, nel valorizzare gli immobili sfitti facendo in modo che chi possiede abitazioni vuote abbia interesse a metterle nel mercato”. Per Bertoldi il documento proposto “pone giustamente il problema, ma offre una soluzione parziale”.

Per la maggioranza, la consigliera Katia Parisi (Modena Civica) ha ribadito la necessità di riqualificare gli edifici dismessi “con l’obiettivo di creare nuove abitazioni”. Inoltre, bisogna intervenire sui regolamenti di trasformazione edilizia “attualmente molto disincentivante, ma che potrebbe essere una risorsa, soprattutto per la conversione di uffici in un’unità abitative”.

Per il Pd, il consigliere Alberto Bignardi, in riferimento alle politiche abitative, ha affermato che “occorre evitare che vi sia una separazione tra poveri e ricchi”. Per Bignardi uno dei problemi del congelamento del mercato consiste anche nelle lungaggini burocratiche degli sfratti: “Motivo per cui i proprietari non affittano più”. Il consigliere Vittorio Reggiani ha espresso la necessità di optare per scelte coraggiose come il Patto per la casa: “È uno strumento della Regione che prevede anche finanziamenti a proprietari dotati di alloggi vuoti e in difficoltà nel completarne la messa a norma. In questo modo – ha aggiunto – le abitazioni possono essere disponibili nel mercato”. Il consigliere Diego Lenzini, riconoscendo la centralità della casa in un progetto di vita, ha sottolineato come Modena abbia storicamente una propria vocazione all’accoglienza da articolare, adesso, in maniera nuova: “È il caso dell’edilizia residenziale sociale che fornisce soluzioni più che dignitose”.

La consigliera Paola Aime (Europa Verde-Verdi), ricordando l’astensione del gruppo in occasione dell’assunzione del Pug, ha affermato che “la mozione mette a fuoco dei punti che ci trovano d’accordo”. Aime ha però specificato la necessità di una valutazione critica delle azioni che seguiranno poiché “l’Ers non è un brand e necessita quindi di essere osservato e valutato”.

Chiudendo il dibattito, l’assessora all’Urbanistica Anna Maria Vandelli ha ribadito che “il Governo non sta affrontando il problema abitativo: ad aumentare non è il reddito delle famiglie ma il costo della casa”. E replicando alle critiche sul Pug ha affermato: “Lo strumento urbanistico definisce le condizioni degli interventi e ha nella flessibilità una grande risorsa”.

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