Data For Refugees Challenge, premio internazionale per un gruppo di ricercatori Unimore

L’obiettivo della sfida internazionale bandita da Turkish Telecom è di fornire ampi set di dati a gruppi di ricerca internazionali per migliorare le condizioni di vita dei rifugiati siriani in Turchia. Il gruppo di Unimore si è distinto tra 200 gruppi partecipanti

Unimore di nuovo in prima linea nella ricerca internazionale che utilizza i Big Data. Un gruppo di ricerca, composto dal prof. Marco Mamei e dal prof. Marco Lippi del Dipartimento di Scienze e Metodi dell’Ingegneria, dalla prof.ssa Francesca Pancotto del Dipartimento di Comunicazione ed Economia, insieme con il prof. Semih Tumen, docente di Economia della Ted University of Turckey e il dott. Seyit Cilasun, economista della Banca Centrale Turca, hanno ottenuto il premio Data For Refugees Challenge, nella categoria Education, bandito da Turkish Telecom.

L’iniziativa è promossa anche da autorevoli voci del mondo accademico, tra cui spiccano i nomi di Alex Pentland, del MIT di Boston, Emmanouel Letouze e Patrick Vinck direttori e co-fondatori di Data Pop Alliance, e Bruno Lepri, capo del Mobile and Social Computing Lab della Fondazione Bruno Kessler di Trento.

Obiettivo di questa sfida dal titolo “Data For Refugees Challenge” è quello di fornire un ampio set di dati telefonici anonimi, a gruppi di ricerca internazionali, per studiare e proporre soluzioni che permettano di migliorare le condizioni di vita di oltre 3,5 milioni di rifugiati siriani in Turchia.
 
Hanno aderito inizialmente alla competizione internazionale ben 200 team di ricerca di tutto il mondo, accademici e non, selezionati in cinque aree di intervento: sicurezza, salute pubblica, educazione, occupazione e integrazione sociale. I finalisti nelle 5 categorie sono stati premiati presso la Bogazici University of Istanbul, in presenza del Rettore dell’Università e dell’amministratore delegato di Turkish Telecom.

Il progetto vincitore del gruppo di ricerca di Unimore, coordinato dal prof. Marco Mamei, ha studiato la relazione tra dati telefonici e dati demografici e relativi alla situazione educativa sia dei rifugiati siriani che dei nativi turchi.

“I risultati che abbiamo ottenuto – dichiarano Mamei e Pancotto – del gruppo di ricerca Unimore, ci dicono che in quelle aree dove esiste una maggiore integrazione tra le popolazioni aumenta significativamente il tasso di istruzione dei bambini siriani. Questo risultato è importante perché l’istruzione dei bambini costituisce il primo passo verso l’integrazione e verso un futuro migliore sia per le popolazioni dei rifugiati sia per le popolazioni che accolgono. Inoltre, sebbene le aree in cui si trova la maggioranza dei rifugiati siano le più povere della Turchia, là dove aumenta il livello di istruzione dei bambini e c’è maggiore integrazione, è possibile identificare un effetto positivo anche sul benessere economico generale”.

I docenti di Unimore, Marco Mamei e Francesca Pancotto, avevano già vinto il TIM BIG data challenge, organizzato da Telecom Italia nel 2015, a conferma della fruttuosa collaborazione interdisciplinare tra gruppi di ricerca di vari dipartimenti di Unimore. Ora, il team di ricerca di Unimore si propone di continuare la collaborazione sia con la Ted University of Turkey sia con la Banca Centrale Turca, con cui si prospettano importanti opportunità future per eventuali raccomandazioni di politica economica che potrebbero emergere dal progetto.

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