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Domenica, 27 Novembre 2022
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FestivalFilosofia, quasi 200mila presenze. L'anno prossimo il tema sarà "parola"

Il primo bilancio della manifestazione parla di un pubblico di nuovo sui livelli del 2019

"Il tema dell'edizione 2023 del Festival filosofia è parola".  E' stata annunciata in conferenza stampa a Modena poco fa dal sindaco Giancarlo Muzzarelli: l'edizione del prossimo anno sarà in programma dal 15 al 17 settembre, nel solco del format ormai consolidato. 

L'edizione dedicata alla giustizia si conclude questa sera e dalle prime stime emerge già un ottimo risultato in termine di affluenza, come si intuiva anche "empiricamente" visitando le piazze. L'organizzazione ha comunicato un dato di presenze che sfiorerebbe le 200mila: in altre parole, si tratterebbe di un ritorno all'affluenza del 2019, prima che la pandemia scombinasse i piani anche per l'evento modenese.

Molto soddisfatti gli organizzatori, come conferma il sindaco: "Ho sentito crescere l'energia del festival sin dai giorni precedenti come pane che pian piano lievita: un volta pronto è stato distribuito a tutti nel segno della "giustizia" e ha sfamato la voglia di confronto e discussione. Lo spirito del festival e la sua magia hanno centrato l'obiettivo ancora una volta: tanti giovani hanno riempito le piazze appassionandosi a temi difficili come quello dei diritti e inoltre si è consolidato il turismo internazionale. Ma soprattutto Modena, Carpi, Sassuolo, hanno ripreso il ritmo di città aperte, luoghi di contaminazione di eventi e parole: ora dobbiamo raccogliere ciò che abbiamo ascoltato e alzare lo sguardo verso il futuro per trasformare queste riflessioni in azioni "giuste".

"L'edizione 2023 del festivalfilosofia, in programma dal 15 al 17 settembre, sarà dedicata a "parola", per discutere la centralità del linguaggio, della lingua e della presa di parola in un'epoca - caratterizzata dal dominio della comunicazione - che paradossalmente sembra tuttavia indebolirla - spiega il direttore scientifico Daniele Francesconi - Si mostrerà il carattere istitutivo e performativo della parola nei suoi vari registri, stando sul crinale tra natura evoluzionistica e carattere culturale del parlare. Tra "logos" e fondamenti teologici, creazione di mondi istituzionali e fantastici, la parola si rivelerà essenziale alla vita e alla convivenza, con la responsabilità che ne consegue di farne buon uso".

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