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Un presidio davanti all'Istituto "Fermi" per chiedere la riapertura delle scuole

Dopo le manifestazioni svolte in tutt’Italia per la mancata riapertura delle scuole superiori, il comitato Priorità alla scuola invita genitori, docenti, studenti, mercoledì mattina alle 8 davanti al Fermi di Modena, in via Luosi, per dire ancora una volta no alla dad esclusiva al 100% e chiedere che si intervenga per riaprire le scuole superiori il prima possibile.

"Continueremo da qua al 25 gennaio a manifestare, affinché il 25 segni la riapertura - spiega il comitato - Apprezziamo le dichiarazioni del Sindaco di Modena Muzzarelli e del Presidente della Provincia Tomei, che ci confortano sul fatto che anche le istituzioni si stanno rendendo conto, anche se tardivamente, della necessità di riportare gli studenti a scuola in presenza e in sicurezza senza ulteriori rinvii. La richiesta di riprendere le attività scolastiche in presenza non è, lo rimarchiamo, una richiesta avulsa dalla realtà e che ignora i dati epidemiologici. Ma è proprio sulla base di dati, che si fanno sempre più corposi e attestano che il contagio a scuola incide in modo contenuto rispetto a numerosi altri contesti lavorativi, e di quello che noi come insegnanti, genitori, alunni viviamo e proviamo in questa fase, che chiediamo con forza di non reiterare il la ripresa dell’anno scolastico in presenza. Se, come crediamo, dal tavolo prefettizio istituito a dicembre su richiesta del ministero dell’istruzione, che ha coinvolto le istituzioni locali preposte, è uscito un protocollo per la riapertura in grado di soddisfare la presenza al 50% degli studenti, sia sui mezzi di trasporto che in aula, cosa peraltro riconosciuta e sostenuta anche dal presidente Bonaccini, non riusciamo a spiegarci una ordinanza non tempestiva e più restrittiva rispetto a quanto previsto dal DPCM, ovvero la possibilità di apertura delle scuole secondarie anche in zona arancione".

"Continueremo dunque da qua al 25 gennaio a manifestare per tenere alta l’attenzione sulla difficoltà che i ragazzi stanno vivendo dal punto di vista della didattica (rimodulata necessariamente per l’impossibilità di passare ore piene davanti ad uno schermo) della socialità, della relazione, che solo la scuola come luogo con regole sicure può dare. Non si può continuare a mortificare la scuola, chiediamo con forza che venga rispettato l’ennesima data della ripresa delle lezioni e si utilizzino i giorni da qua al 25 gennaio per affinare e coordinare al meglio il piano di rientro in classe nella consapevolezza che, trasporti adeguati, via preferenziale per tamponi e tracciamenti, aule idonee ad ospitare gli alunni con distanziamento adeguato, sono i capisaldi per una ripartenza che non sia solo di facciata e temporanea, ma possa proseguire fino alla fine dell’anno scolastico".

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