Mense e pulizie scolastiche senza certezze per il futuro, protesta dei lavoratori

Davanti alla Prefettura è arrivata questa mattina la mobilitazione sindacale di Cgil, Cisle e Uil: con la fine degli ammortizzatori sociali si aprono scenari inquetanti

Nell’ambito della mobilitazione nazionale indetta dai sindacati di categoria Filcams/Cgil Fisascat/Cisl e Uiltucs Uil-Uiltrasporti a sostegno dei diritti delle lavoratrici di mense e pulizie scolastiche, quest mattina si è tenuto anche davanti alla Prefettura di Modena un presidio di protesta.

"Ad oggi per addette e addetti alle mense e pulizie scolastiche, terminata la copertura dell’ammortizzatore con causale emergenza Covid19 agli inizi di giugno, la situazione è drammatica: senza reddito da 3 mesi, a causa dell’indisponibilità della quasi totalità delle imprese ad anticipare l’assegno ordinario, vittime di un grave ritardo nell’erogazione dell’anticipo da parte dell’INPS, a causa della lentezza nella compilazione del modello SR41 da parte delle imprese stesse, con  contratti che prevedono la sospensione estiva e con l'unico orizzonte di una  grande incertezza sulla  riapertura delle scuole a settembre", spiegano i sindacati.

VIDEO | Le interviste ai rappresentanti sindacali

Non è dato sapere infatti, se le attività di mensa e pulizie riprenderanno a pieno ritmo contestualmente alla riapertura delle scuole, dal momento che ben poco è noto circa le modalità di ripresa delle lezioni. Per questi lavoratori, nella quasi totalità donne, si profilano dunque mesi senza alcuna retribuzione, senza ammortizzatori, senza la possibilità di ricercare una attività temporanea per gli effetti della crisi in atto, un periodo di completa incertezza rispetto alla ripresa dell’attività scolastica.

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Con la mobilitazione del 24 giugno anche a Modena queste lavoratrici chiedono "l’attenzione che il lavoro che svolgono merita, con un valore sociale importantissimo spesso sottovalutato ed invisibile, chiamando in causa sia le imprese affinché attivino il FIS ordinario, per poter avere una minima copertura economica nei mesi a venire, sia  le istituzioni, con incontri urgenti già richiesti a livello nazionale ad ANCI e Conferenza Regioni, al fine di individuare soluzioni che possano garantire continuità occupazionale ed economica a tutti coloro che svolgono attività in appalto nelle varie istituzioni scolastiche".  

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