Giustizia, stamattina a Modena il primo processo direttissimo in videoconferenza

Le quattro parti in causa sono state collegate in video per il procedimento, a carico di uno straniero fermato per spaccio alla Stazione. Un'organizzazione nuova e non certo semplice

E’ stata celebrato oggi a Modena il primo processo direttissimo con tutte le parti coinvolte, quattro, collegate in videoconferenza. A darne notizia il Procuratore aggiunto Giuseppe Di Giorgio: "Sin dall’avvio dell’emergenza avevo scritto alle forze dell’ordine e agli avvocati affinchè si attrezzassero in questo senso e speriamo di consentire l’utilizzo di questo strumento anche ai vice procuratori onorari. L’obiettivo è quello di stilare un protocollo congiunto con il tribunale e il consiglio dell’ordine per regolamentare nel dettaglio gli aspetti tecnici ma anche l’assoluto rispetto delle garanzie previste dalla legge. Tra questi anche la presenza dell’interprete che potrà stare vicino all’imputato o al difensore o al giudice. Si possono a quel punto valutare tutte le ipotesi".

Oggi il giudice, la dottoressa Carolina Clò è stata la prima a celebrare la direttissima in video conferenza e si sta impegnando molto in questo progetto, nella speranza che faccia da apripista per tutto il tribunale. "Si cerca di far funzionare la giustizia coniugando il rispetto delle garanzie del contraddittorio, della partecipazione consapevole al processo ma anche evitando trasferimenti e assembramenti. Perché questo comporterebbe un’udienza normale. I vari decreti che si stanno susseguendo – spiega ancora Di Giorgio - hanno previsto il rinvio delle udienze ma quelle con detenuti e conseguenti ad arresti in flagranza devono essere celebrate. La tecnologia ci sta aiutando a garantire questi processi. Abbiamo dovuto fare in dieci giorni passi che diversamente avrebbero richiesto molti mesi. Però la risposta è positiva e se c’è impegno da parte di tutti forse qualche risultato positivo che potremmo portarci anche dopo l’emergenza magari ci sarà".

Di Giorgio spiega come si siano celebrate udienze in videoconferenza già l’11 marzo e il mercoledì precedente: "Udienze con internati in collegamento da Castelfranco e qualche incidente di esecuzione col Gip".

Per quanto riguarda il processo di oggi, è relativo all’arresto effettuato dalla Polizia Ferroviaria per detenzione ai fini di spaccio di droga. "Quella di oggi è stata la prima convalida dell’arresto e direttissima che si è svolta in videoconferenza – spiega il procuratore aggiunto. Il detenuto è stato portato nella camera di sicurezza della questura di Modena. Infatti come spiegato sin dall’avvio dell’emergenza avevo emanato una direttiva in cui chiedevo alle forze dell’ordine di attrezzarsi anche in caso di arresto non solo in carcere ma anche nelle camere di sicurezza dove solitamente vengono portati detenuti in attesa della direttissima. E così è stato: la questura ha attrezzato uno spazio adeguato con webcam e computer. L’indicazione era stata diramata dal sottoscritto anche agli avvocati affinchè favorissero questo procedimento e si attrezzassero a loro volta con il software messo a disposizione dal Ministero. E con questo programma è stato effettuato oggi il collegamento a quattro: da una parte il pm Amara, dall’altra il giudice Clò, l’avvocato del detenuto Giacomo Tognetti e infine l’arrestato dalla Questura, appunto. In collegamento è avvenuta sia la convalida che il giudizio direttissimo".

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Al termine dell’udienza ‘virtuale’ Pm e difesa hanno raggiunto accordo con il patteggiamento, per l’arrestato, ad un anno di reclusione più la multa.

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