Il figlio dona il fegato al padre malato, primo trapianto da donatore vivente a Modena

Una maratona di 15 ore che ha visto in campo un'organizzazione davvero complessa da parte dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, con ben 70 persone coinvolte

L'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena si conferma ancora una volta quale polo di innovazione e riferimento di eccellenza nel campo della chirurgia dei trapianti. È stato infatti eseguito all'inizio del mese di luglio il primo trapianto di fegato da donatore vivente.

Il paziente è un uomo di gruppo sanguigno raro, affetto da un tumore maligno avanzato del fegato. Questa condizione clinica lo poneva ad altissimo rischio di progressione di malattia, con conseguente perdita della chance curativa del trapianto. Grazie alla generosità del figlio che si è offerto per la donazione, una volta svolti tutti gli accertamenti per la compatibilità, è stato possibile eseguire questo complesso intervento. È stata prelevata la parte destra del fegato del donatore, che dopo poco è stata trapiantata con successo nel padre. II donatore è stato dimesso in ottime condizioni dopo tre giorni di ricovero. Il paziente trapiantato è in ottime condizioni cliniche ed il fegato trapiantato ha subito mostrato eccellenti segni di funzionalità ed il paziente è stato dimesso.

"L'attività trapiantologica - ha spiegato il dottor Claudio Vagnini, Direttore Generale dellAOU di Modena — è frutto di una complessa organizzazione al servizio di un gesto di grande generosità che può salvare una vita. Questa caratteristica è ancora più marcata quando siamo in presenza di una donazione da vivente. Un'attenzione all'Altro che è nostro compito sostenere, in modo che ottenga quanto sperato. Il risultato di oggi, unito ai dati di attività del centro, testimonia il grande lavoro di squadra che questa Azienda è stata in grado di compiere, grazie soprattutto all'integrazione tra i due ospedali'.

"Il trapianto da donatore vivente è un intervento estremamente complesso, non solo per ragioni tecnico-chirurgiche, ma anche per l'oranizzazione che richiede, per il coinvolgimento di numerosi specialisti, e infine per le indubbie implicazioni etiche - ha spiegato il prof. Fabrizio di Benedetto, direttore del Reparto di Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e Trapianti di Fegato dell'Aou di Modena - Oltre 70 persone hanno lavorato alla stesura dei persocrsi aziendali, all'organizzazione del trapianto e alla realizzazione materiale dei due interventi".

VIDEO | Le interviste

Per arrivare allo svolgimento dell'intervento vero e proprio è stato infatti necessano periodo di preparazione di oltre tre mesi ed un intenso lavoro di equipe, con il coinvolgimento di tutte le professionalità e specialità mediche coinvolte in questo processo di cura: l'Anestesia e Rianimazione 1 del Policlinico (prof. Massimo Girardis). la Gastroenterologia (prof.ssa Erica Villa), la Radiologia (prof. Pietro Torricellil, Psichiatria (prof. Gian Maria Galeazzi), Servizio di Psicologia (dott.ssa Paola Dondi), tutto il comparto infermieristico con lo staff di reparto e di sala operatoria (dott.ssa Anna Rita Garzia), e molti altri reparti che lavorano quotidianamente insieme con la Chirurgia dei Trapianti per offrire ai pazienti trattamenti personalizzati e all'avanguardia.

"Un ringraziamento sentito va a tutti i colleghi medici ed infermieri che hanno collaborato al raggiungimento di questo obiettivo, e alla Direzione Aziendale, Sanitaria ed Amministrativa che ha dimostrato entusiasmo per il progetto e sostegno ai piofessionisti clinici", ha concluso il prof. Di Benedetto.

Al Policlinico sono presenti due sale operatorie adibite al trapianto di fegato che dispongono delle dotazioni tecnologiche necessarie, e che sono state operative per 15 ore di seguito, consentendo grazie ad una perfetta sincronia Io svolgimento di questa "maratona" chirurgica.

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Sono 922 i trapianti di fegato eseguiti dal 2000 a oggi presso il Centro Trapianti di Modena, tra cui 25 trapianti da donatore a cuore non battente (secondo centro in Italia per volumi) e 1 trapianto di fegato per metastasi epatiche da tumore del colon, eseguito pochi mesi fa. Nel 2019 il totale dei trapianti di fegato è stato 71, mentre dall'inizio del 2020 ad oggi già 39 trapianti sono stati portati a termine. 
 

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