Tecnologia per l'ecosostenibilità, in vetrina tre invezioni degli studenti modenesi

I ragazzi del "Fermi" hanno presentato davanti a Bologna agli scienziati del CNR soluzioni innovative applicate a tre diversi ambiti della vita di ogni giorno, realizzate nel corso dell'alternanza scuola-lavoro

La battaglia per il clima gli studenti la combattono non solo in sciopero ma anche in classe, suon di idee. Ad esempio a Modena alcuni ragazzi dell'Istituto tecnico Fermi hanno messo a punto strumenti per un futuro piu' sostenibile, con il placet del Cnr. Nascono cosi' una app per controllare le temperature dei musei, una piattaforma per ridurre l'inquinamento in montagna e una centralina mobile per analizzare le polveri sottili. I progetti, creati dagli studenti dello scorso quinto durante l'alternanza scuola-lavoro, sono stati presentati questa mattina al Liceo scientifico Copernico di Bologna come anteprima della Notte europea dei ricercatori 2019, in programma venerdi' sera in città. 

Il primo a parlare è Lorenzo, il creatore di Old Musa, un'app dedicata al controllo a distanza della temperatura dei musei. La piattaforma si regge su sensori presenti nell'edificio in grado di rilevare umidità e caldo, notificando variazioni pericolose o consumi eccessivi. Mattia, invece, si è dedicato ad una piattaforma online, con app in sviluppo, per mettere in contatto gli uomini di montagna (alpinisti, escursionisti etc) per tenere puliti boschi e vette, con un sistema 24/7 di segnalazioni e foto. Lorenzo e Alessandro sfoggiano invece una centralina portatile con gps per rilevare polveri, umidità e qualità dell'aria respirata.

I progetti degli studenti modenesi presentati al liceo di Bologna sono legati da un filo rosso: la sostenibilità ambientale e un'attenzione della ricerca in ottica green. Ma oltre al rispetto e l'attenzione verso l'ambiente c'è altro. Gli studenti modenesi infatti attraverso il percorso di lavoro si sono arricchiti di numerose competenze e 'soft skills': condivisione idee, lavoro di gruppo, documentazione e analisi. "Abbiamo studiato in autonomia gli argomenti che ci servivano, superato i problemi con nuove soluzioni e imparato a contrattare con un eventuale committente", racconta con orgoglio Alessandro prima di scappare via per la lezione all'Università. 

"I ragazzi hanno svolto tutti questi lavori nel secondo semestre, con tre ore a settimana e un po' di tempo libero", spiega la coordinatrice Paola De Nuntiis dell'Istituto di scienze atmosferiche e clima, parte del Centro nazionale di ricerca. "Noi dell'Isac-Cnr li abbiamo aiutati solo fornendo supporto tecnico e mezzi". L'iniziativa, parte di Society, che organizza la Notte dei ricercatori, è finanziata con i fondi di ricerca dalla Commissione europea.

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