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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Attualità Novi di Modena

Rovereto Secchia, come sarà la nuova piazza

Presentato ieri sera il progetto preliminare ai cittadini: "Uno spazio di qualità, stilisticamente ricercato, perché la bellezza di un luogo è la principale garanzia del suo utilizzo. Garantendo comunque una buona accessibilità veicolare alle attività, sarà uno spazio che potrà essere vissuto tutti giorni da persone, famiglie e negozianti"

Ieri sera, 24 febbraio, l’Amministrazione Comunale  di Novi di Modena ha fatto il punto con i cittadini, alla presenza dei progettisti incaricati, nella situazione del recupero della piazza centrale di Rovereto s/S. La prima questione affrontata è stata quella della complessità che caratterizza il percorso. Tanti sono gli attori coinvolti nella ricostruzione: la Diocesi che è proprietaria della chiesa e del campanile, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero (IDSC) per il cinema Lux e una parte piazza e infine il Comune per la restante porzione, attigua alla Provinciale. Tanti sono anche gli oggetti della ricostruzione. La chiesa con il suo campanile, il cinema Lux, il Monumento ai Caduti, il bar e gli altri negozi del centro. Tutti molto importanti per la comunità e per il paese. A tal proposito, si è deciso di affrontare la questione, concentrando nella figura del Responsabile del Servizio Tecnico Manutentivo e Patrimonio Comunale, Arch. Sara Gherardi, il coordinamento delle procedure per la ricostruzione della Chiesa con il campanile e dell’intera piazza. Una decisione che il Comune assume, in accordo con gli altri attori, per garantire da una parte lo svolgimento coordinato dei lavori e, dall’altra, l’esecuzione degli stessi nei tempi più brevi possibili.

Altro tema affrontato è quello dello spazio. Ad oggi, così accantierata, la piazza sembra ridotta rispetto al passato. Sicuramente, una volta terminata, avrà elementi nuovi e si proporrà in modo diverso. Lo spostamento del Monumento ai Caduti verso il lato della Chiesa, la riorganizzazione dei parcheggi, la creazione di un’area pedonale, nuovi arredi daranno ai cittadini l’opportunità di utilizzare spazi diversi in modo diverso. Il progetto preliminare, quindi, si muove dalla comprensione del luogo, integrando i diversi elementi che lo compongono. Trova nella chiesa, nel suo campanile, nel nuovo edificio del cinema Lux e nel Monumento ai Caduti gli elementi essenziali, attorno ai quali costruire le principali relazioni spaziali, il suo disegno e un’organizzazione attraverso un sistema integrato. Il progetto preliminare ha come obiettivo primario la necessità di disegnare uno spazio architettonicamente definito, entro il quale si possano vivere le relazioni dei cittadini. Inoltre, alcune suggestioni derivanti dalla storia, come le ampie passeggiate lungo via Chiesa, una sezione stradale più contenuta che consenta al sagrato (originariamente senza gradini) di affacciarsi sui bordi pedonali e di trovare uno spazio generoso, sono state assunte dal progetto come elementi di continuità con la storia, capaci di offrire ulteriore qualità allo spazio.

“Tempo e spazio. Questi i due elementi affrontati. In merito al primo, la decisione di concentrare sulla struttura comunale tutta la responsabilità della ricostruzione di alcuni elementi che comporranno la piazza, non era un fatto scontato. Ma, dal mio punto di vista, dovuto ai cittadini di Rovereto. Abbiamo preso tale decisione non a cuor leggero ma a fronte dei tanti rallentamenti e tempi morti che si sono susseguiti” spiega il Sindaco Enrico Diacci “Mentre dal punto di vista dello spazio, inteso come ambiente vuoto, la nuova piazza ne vede una rimodulazione. Lo spazio che andremo a creare non sarà quindi la rivisitazione del parcheggio precedente, usato, come spazio conviviale, poche volte all’anno. Sarà invece uno spazio di qualità, stilisticamente ricercato, perché la bellezza di un luogo è la principale garanzia del suo utilizzo. Garantendo comunque una buona accessibilità veicolare alle attività, sarà quindi uno spazio che potrà essere vissuto tutti giorni da persone, famiglie e negozianti. Un luogo dove convivialità e offerta culturale possano incontrare commercio e libero svago. Nella convinzione che lo spazio non è un elemento qualificante in sè per un progetto. La differenza viene fatta da come viene organizzato garantendo un equilibrio tra le diverse opportunità che può offrire. Ringrazio quindi la Diocesi, l’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, i tecnici privati e pubblici per il grande confronto che si è messo in atto che, sono sicuro, porterà ad un grande risultato”.

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