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Castelfranco Emilia, anche i detenuti della casa lavoro produrranno tortellini

Le sfogline si recheranno nella struttura carceraria per insegnare i loro "segreti" ai detenuti: la produzione sarà venduta nello spaccio esterno al Forte Urbano

Ieri è stato sottoscritto l’accordo tra il Comune, la Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia e nuova Associazione “Maestre Sfogline di Castelfranco Emilia” collegata alla storica Associazione La San Nicola grazie al quale, nella casa di lavoro, sarà allestito uno spazio per la produzione e la vendita del Tortellino tradizionale di Castelfranco Emilia.

Durante tutto l’anno sarà quindi finalmente possibile acquistare il Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia che sarà venduto al pubblico direttamente dallo spaccio esterno alla storica struttura del Forte Urbano che ospita la Casa Lavoro.

Tutto questo grazie ad un progetto del Comune di Castelfranco Emilia finanziato dalla Regione Emilia Romagna sul tema della promozione della Sicurezza.

Presenti alla firma di questo protocollo d’intesa il Sindaco di Castelfranco Giovanni Gargano, la Direttrice dell’Istituto Dr.ssa Maria Martone, Sergina Caponcelli, Presidente dell’Associazione Maestre Sfogline ed il Presidente dell’Associazione La San Nicola Giovanni Degli Angeli.

E saranno proprio le sfogline a varcare le mura del Forte Urbano per insegnare agli internati la preziosissima arte della preparazione del Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia, dall’impasto alla creazione dell’ombelico più invidiato e copiato al mondo. “Non posso che esprimere la mia profonda soddisfazione – ha dichiarato il Sindaco di Castelfranco Emilia Giovanni Garganoperché finalmente vedo concretizzarsi questo nuovo progetto a cui tenevo veramente tantissimo. Il Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia è l’unico prodotto che non è tutelato da Consorzio ma è tutelato dalla nostra Comunità e si porta con sé tutti nostri valori di Comunità, compresa la solidarietà. Questo concetto è espresso nel brand della nostra Città: Castelfranco, l’Emilia Ripiena".

"L’obiettivo è quello di dare concretamente un sostegno in più a tante persone che stanno completando il loro percorso di reinserimento nella società dopo aver pagato per errori commessi in passato ed aver dimostrato, nei fatti, di essere pronte ad affrontare una nuova vita. Il più delle volte, forse banale dirlo ma è bene ricordarlo, per chi ha trascorsi detentivi non è semplice uscire e intraprendere un nuovo cammino. Ed è proprio questa la mission di questa struttura. E nostro dovere aiutarli in questo percorso che sia auspicabilmente il più virtuoso possibile. La definizione di “Carcere aperto”, che amo, ha come base proprio il senso e il significato di relazione interna ed esterna della struttura carceraria con il Territorio circostante dove questa struttura non è vista o sentita come un’inclusione ma che pian piano diventa parte (di fatto lo è!) della Comunità, con precise finalità educative e valoriali. Attraverso l’insegnamento di un lavoro, o di un’arte: sì, perché così va considerata la preparazione del Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia. E per tutto questo, desidero esprimere la mia profonda gratitudine alla Dott.ssa Maria Martone per aver sposato l’idea ed essersi attivata fattivamente sin da subito, insieme ai vertici del Ministero della Giustizia, dando piena e convinta disponibilità alla fattibilità del progetto. Un grazie che condivido, con un forte abbraccio, anche con Sergina Caponcelli e Giovanni Degli Angeli e le rispettive Associazioni che hanno risposto con entusiasmo a questo nuovo appello. Ancora una volta – ha concluso il Primo Cittadino è importante ricordare quanto sia importante, per fare bene, farlo insieme alla propria Comunità”.

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