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Accoglienza, porposto un contributo per le famiglie che ospitano cittadini ucraini

Nuova riunione della Cabina di regia regionale, oltre 9.200 i profughi arrivati, quasi la metà minori. La proposta al Governo del presidente Bonaccini: contributo di autonoma assistenza alle famiglie

Ieri pomeriggio il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, nella riunione fra la Conferenza delle Regioni e il capo del Dipartimento nazionale della Protezione civile, Fabrizio Curcio ha presentato una proposta al Governo e messa sul tavolo anche nella nuova riunione della Cabina di regia regionale per l’accoglienza dei profughi, riunitasi nel pomeriggio in Regione. Un contributo economico di autonoma assistenza a chi accoglie le persone che fuggono dalla guerra in Ucraina, o in casa propria o mettendo a disposizione un alloggio.

Il sistema di accoglienza, in Emilia-Romagna e nel Paese, continua ad essere diffuso e soprattutto presso famiglie e cittadini. E’ dunque necessario sostenere questa rete spontanea, che al momento integra con grande efficacia la rete dei Cas (Centri accoglienza stranieri) gestita dalle Prefetture insieme agli enti locali.

Da qui la proposta di un contributo per autonoma assistenza, come avviene già in altri Paesi europei, destinato alle famiglie che stanno accogliendo i profughi o perché vi sono ucraini che hanno fatto arrivare connazionali o perché mettono a disposizione locali e alloggi.

“Dobbiamo mettere in campo misure concrete per sostenere chi sta aprendo le proprie porte all’accoglienza- afferma Bonaccini rispetto alla proposta di contributo avanzata al Governo-. Ringrazio tutto il sistema regionale, impegnato nel sostegno e nell’assistenza ai profughi, soprattutto donne e bambini. Impegno comune e sforzo diffuso che coinvolge tutti i soggetti: istituzioni, prefetture, comuni ed enti locali, associazionismo e terzo settore. Ma soprattutto famiglie e cittadini. Davvero gli emiliano-romagnoli stanno dando ancora una volta prova di grande generosità”.

Dal presidente Bonaccini arriva anche la proposta, sempre rivolta al Governo, di un rafforzamento della rete Cas attraverso la Protezione civile, con accordi con Prefetture e Regioni per reperire posti aggiuntivi.

A fare il punto sull’accoglienza, insieme a Bonaccini, Commissario all’emergenza, nella Sala della Giunta regionale il prefetto di Bologna, Attilio Visconti, il sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi, l’assessora alla Protezione Civile, Irene Priolo, e l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini. In collegamento, la direttrice della Protezione Civile regionale, Rita Nicolini, prefetti, sindaci dei Comuni capoluogo e presidenti delle Province, rappresentanti di Anci e Upi.

I numeri in Emilia-Romagna

Sono 9.264 i profughi ucraini in fuga dalla guerra accolti ad oggi in Emilia-Romagna. Di questi, 3.604 sono donne, 4.250 sono minori.

Sono già stati consegnati 5.756 codici STP (Straniero Temporaneamente Presente), i tesserini sanitari provvisori che permettono a tutti i profughi di usufruire di qualunque servizio o prestazione sanitaria, secondo le regole e le modalità ordinarie. Lo screening anti-Covid previsto ha riscontrato attualmente una positività del 3,2%.

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