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Protezione Civile, rientrata la squadra modenese attivata in supporto alla Regione Veneto

Sono rientrati a Marzaglia nella notte i 6 volontari della Consulta Provinciale del Volontariato per la Protezione Civile di Modena partiti il 30 ottobre con la colonna mobile dell’Emilia-Romagna in supporto alla Regione Veneto a seguito delle intense precipitazioni e delle raffiche di vento di grande intensità che si sono abbattute nei giorni scorsi nella zona del bellunese.

Il contingente modenese era composta da Filippo Pecorari del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Finale Emilia, in veste di coordinatore del contingente della Consulta, Simone Lochi del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Modena in veste di caposquadra, Marco Carboni e Gian Marco Giorgi sempre del Gruppo Comunale di Modena, Christian Molinari del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di San Prospero e Volmer Pellacani del Gruppo Comunale Volontari di Protezione Civile di Cavezzo in veste di autista.

La squadra, allertata nel cuore della notte di martedì, comprendeva volontari generici e altri specializzati in antincendio boschivo (AIB) e sicurezza fluviale (Nutrie) che sono partiti da Marzaglia con l’occorrente per affrontare sia emergenze idrauliche sia danni da vento: Defender 110 con modulo AIB e carrello con modulo idraulico, officina mobile, motoseghe e relativi dispositivi di protezione individuale e un camion che trasportava un escavatore Bobcat messo a disposizione dalla consulta di Reggio Emilia.

Le attività della Colonna Mobile della Regione Emilia-Romagna, composta da 36 volontari provenienti dai coordinamenti provinciali di Bologna, Forlì-Cesena; Modena e Reggio-Emilia, si sono concentrate nella zona di Feltre, dove un vento fortissimo dal pomeriggio di lunedì aveva abbattuto e spezzato decine di alberi secolari e scoperchiato case. “Se pensiamo che la bora, nei suoi picchi importanti, raggiunge i 120 km orari – spiega Filippo Pecorari, di stanza al Centro Operativo Comunale di Feltre – e qui il vento ha sferzato per ore con raffiche che hanno raggiunto i circa 200 km orari non è difficile immaginare lo scenario apocalittico che ci siamo trovati davanti al nostro arrivo”. “I nostri volontari hanno lavorato incessantemente per rispristinare la viabilità principale, soprattutto in via Culiada, e mettere in sicurezza le aree pubbliche liberando con le motoseghe le sedi stradali dagli alberi secolari abbattuti” aggiunge Simone Lochi, coordinatore del cantiere più grande, quello destinato alla viabilità principale, che ha visto al lavoro 21 volontari emiliano-romagnoli supportati dal gruppo locale degli Alpini, “con cui si è istaurato da subito un importantissimo clima di collaborazione, particolarmente fondamentale in emergenza” conclude Simone.

“L’affiatamento tra i volontari della Consulta, grazie alla formazione e alle attività di collaborazione tra le associazioni che vengono svolte anche in tempo di pace, ci permettono di creare meccanismi e relazioni che si rivelano importantissimi per ‘fare squadra’ in questi eventi” conclude Filippo “il mio plauso va ai componenti della squadra, bravissimi, professionali e instancabili, che ho avuto l’onore di coordinare”.

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