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Restauro ormai ultimato, la tela del Guercino tornerà a Modena in estate

Il prezioso quadro trafugato nel 2014 è recuperato in Marocco nel 2017 sarà esposto al Quirinale per poi ritornare “a casa" nella chiesa di San Vincenzo

Torna a casa la tela del Guercino rubata tra il 10 e il 13 agosto 2014 da una chiesa del centro di Modena, quella di San Vincenzo, proprio vicino agli uffici giudiziari. L'opera 'Madonna coi santi Giovanni Evangelista e Gregorio Taumaturgo' di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino, rientrerà a Modena in estate. Lo ha annunciato il procuratore Lucia Musti, oggi in conferenza stampa a fianco dei Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, e del sindaco Gian Carlo Muzzarelli.

Spiega il procuratore: "La tela è ancora sotto restauro e si è trattato di un lavoro difficilissimo, visto che è rimasta arrotolata su se stessa per molto tempo. I danni erano emersi chiaramente anche dalle fotografie. Il restauro sarà ultimato in aprile".

Ma prima di arrivare a Modena, il quadro è atteso in una location d'eccezione. La tela resterà infatti nella capitale e verrà esposta nel palazzo del Quirinale il 3 maggio, e fino al 4 luglio, "in un'occasione speciale, quasi una festa nella festa", segnala Musti: ossia, il 50esimo anniversario dell'istituzione dello stesso Nucleo tutela patrimonio culturale dell'Arma dei Carabinieri.

"E' una bellissima notizia, il Quirinale è la casa degli italiani", sorride la pm, che aggiunge rivolta a Muzzarelli: "Abbiamo temuto una fuga di notizie da Roma, ci tenevamo come modenesi ad appropriarci di questa notizia e a darla noi oggi".

Conferma tutto Simona Roversi, delegata del vescovo oggi assente per impegni improvvisi. Direttore dell'ufficio diocesano dei beni culturali, spiega Roversi: "Ci auguriamo come diocesi e come parrocchia di San Biagio, proprietaria del dipinto, che dopo le dovute esposizioni l'opera possa rientrare ed essere visibile di nuovo a tutti. Aspettiamo ulteriori indicazioni per le iniziative piu' precise, tra qualche settimana".

Intanto, si ripercorre tutta l'indagine: delegata alla pm Claudia Natalini, è stata complessa e segnata anche da una rogatoria confezionata dalla Procura. L'ultima tappa, a inizio febbraio, è stata la sentenza di patteggiamento di due anni (pena sospesa con la condizionale) a carico Mustapha Tahir, il marocchino di 34 anni che ha confessato il furto. Commenta Musti parlando ai cronisti: "Sull'indagine, sapete bene quanto abbiamo lavorato: si è conclusa con una sentenza di patteggiamento di due anni di reclusione, e 600 euro, nei confronti di un'unica persona di nazionalita' marocchina. Il reato contestato era quello di furto pluriaggravato in concorso con ignoti, sicuramente non è stato commesso da solo: è stata rubata una tela di proporzioni notevoli in una zona a traffico limitato". Aggiunge il procuratore: "Rimangono punti oscuri che non accertiamo, la giurisdizione e' stata quella dell'autorita' magrebina. Alla fine, siamo riusciti ad ottenere la restituzione del bene, questo è un successo importante. Abbiamo restituito il maltolto al legittimo proprietario, ossia lo Stato italiano. Grazie all'ambasciata italiana a Rabat, grazie all'ambasciatore di allora Roberto Natali".

(fonte DIRE)

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