menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Se un colloquio di lavoro diventa violenza, la denuncia di una giovane modenese

La testimonianza dell'episodio avvenuto a Modena raccontata dalla vittima in una lettera inviata alla Redazione. E l'invito a denunciare

Nel giorno in cui tutta Italia si ferma a ricordare e a “celebrare” la donna, riportiamo quanto ci scrive una 34enne modenese, che riporta quanto accaduto durante un colloquio di lavoro, gonfio di parole svilenti, cariche di disprezzo e violenza.

Parole testimoni di una violenza verbale racchiuse in una lettera, inviata alla redazione di Modenatoday, che si fa portatrice di un forte messaggio di denuncia, un invito di presa di coscienza e allo stesso tempo speranza di cambiamento. La riportiamo di seguito:

“Quante volte la voce si è fermata nella gola? Creando un nodo così grosso che quasi non mi faceva respirare. La mia voce spezzata, solo nella mia mente, perchè in realtà nessun suono era stato prodotto. Avrei voluto urlare Basta, come vi siete permessi? La rabbia di essersi sentita dire certe cose, la rabbia di essersi fatta toccare da quelle parole. Perchè chi le diceva era così sicuro, superiore”.

Confusione, intontimento, l’entusiasmo iniziale per l’opportunità del lavoro dei sogni è smorzata da una prima serie di domande inopportune: “Sei sposata? Fidanzata? Come ti mantieni?”, si incrina e s’infrange al “Una bella ragazza come te. Avrai la fila fuori. Ma allora sei una difficile. Accidenti, con te devo fare attenzione agli aggettivi che uso. Ti vedo che sei bella, anche se sei seduta. Se ti alzassi, vedrei meglio. Abbassiamo la mascherina, così possiamo vederci in faccia”.

Viscide supposizioni, domande inerenti alla sfera privata si alternano a frivoli racconti e a "istruzioni per l'assunzione":

Sai perchè conosco le lingue? Io me le portavo a letto le mie insegnanti. Le portavo fuori a cena e usavo i miei trucchetti. Voi donne non capite che noi uomini vogliamo solo portarvi a letto. Vuoi fare carriera? Sai quante ragazze giovani e carine ci sono là fuori? Vanno a letto con il capo dell’azienda e prendono 2500 euro al mese. Ma sei mesi e poi non ci sono più. Perchè il capo si è stancato e se n’è scelta una nuova”.

Una donna che se ha il supporto economico dei genitori “ ci fa comodo perchè non dobbiamo darle lavoro per obbligo morale” ma che, d’altro canto, diventa “scomoda perchè non possiamo sfruttarti, hai un’alternativa”.

L’episodio d’umiliazione e di violenza verbale fa luce su una vasta serie di criticità, ingiustizie e vessazioni di preoccupante attualità concernente la figure femminile nella ricerca e nello svolgimento di un’attività professionale. E’ un fenomeno presente nel nostro territorio dinanzi al quale la cittadinanza è chiamata ad una presa di posizione, come è esplicato ed auspicato in conclusione della lettera:

“Io non sto zitta. E questa lettera è per voi, per ogni volta che vi hanno detto di tacere, che tanto non serve a niente, le cose saranno sempre così. Alzate la voce. Gridatelo. Che non deve essere sempre così, non abbassatelo quello sguardo. Chiedete aiuto, alzate la voce, indignatevi. Fatelo per voi, per le donne che non hanno potuto farlo prima. Fatelo per le nostre figlie, per le generazioni a venire. Fatelo perchè dobbiamo credere che le cose possono davvero cambiare.

Buon 8 Marzo a tutte noi”.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ModenaToday è in caricamento