Giovedì, 29 Luglio 2021
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Niente sala in affitto ad una famiglia straniera, un'associazione di Carpi nella bufera

Fa discutere il caso di un locale negato per il matrimonio di una giovane di origini tunisine. Ancescao promette chiarimenti e provvedimenti

"A Carpi è stato negato l’affitto di una sala perché già impegnata e si è verificato un episodio di razzismo e, a prescindere dal nome dell’associazione a cui il circolo faceva riferimento, si tratta di un fatto gravissimo al quale si deve rispondere in maniera chiara e univoca”. Arci Modena e Ancescao intervengono sull’episodio di razzismo denunciato a Carpi dalla diretta interessata, una ragazza di 25 anni nata in Italia da famiglia tunisina.

La giovane ha spiegato alla Gazzetta di Modena di essersi sentita respinta a fronte della prenotazione effettuata un mese fa per organizzare una festa di nozze con la sua famiglia in un circolo cittadino. Al momento di comunicare un cambio di data, la donna che gestisce il circolo ha rifiutato la concessione e si sarebbe lasciata scappare - sicura di non essere sentita al termine della telefonata - un maldestro “preferisco non darla a dei marocchini”.

Dopo la denuncia a mezzo stampa, Ancescao garantisce che verrà fatta chiarezza sull’episodio e saranno presi i provvedimenti necessari perché non si ripetano più situazioni analoghe, la coordinatrice dei centri di Carpi, Ada Menozzi, chiarisce che “nella sala in questione da sempre vengono ospitati eventi di diverse comunità e così continuerà ad essere”. In un primo momento si era diffusa la notizia che il circolo in questione aderisse ad Arci Modena e sull’episodio interviene la presidente Anna Lisa Lamazzi: “Abbiamo espresso solidarietà alla ragazza e le abbiamo subito offerto la nostra collaborazione per trovare uno spazio adatto per il matrimonio. Il nostro impegno è quello di moltiplicare il lavoro sull’inclusione. Discriminazioni di qualsiasi tipo, che siano razziali, di genere o legate a religioni e culture diverse, non possono coesistere con i nostri valori fondativi”.

La spiegazione di quanto avvenuto, da parte delle due associazioni è affidata a queste considerazioni: “Siamo consapevoli che in questo periodo storico, attraversato da un forte vento di destra e populista, anche in grandi associazioni come le nostre si possano vivere situazioni contraddittorie perché siamo fatti di tante persone che portano anche idee diverse. Da anni siamo impegnati in percorsi culturali, di confronto e sensibilizzazione che attraverso la partecipazione delle nostre socie e soci provano a dare un contributo alla costruzione di una società aperta e accogliente”.

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