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Dopo il rave di Modena arriva un reato specifico per punire i raduni in proprietà private

Nel primo decreto del nuovo Governo trova spazio una norma contro i raduni illegali. La premier: "Basta col lassismo". Il ministro dell'Interno Piantedosi: "Italia era vulnerabile". Cosa cambia

Dopo il maxi raduno avvenuto a Modena, il governo ha varato la prima stretta sui rave party, introducendo di fatto una nuova fattispecie di reato, inserendo nel codice penale l’articolo 434-bis: "Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica". Con la nuova norma, chi organizzare o partecipare ad un rave diventa un reato, con pene fino a sei anni di reclusione. Il pacchetto di norme prevede anche la confisca obbligatoria dei veicoli e degli strumenti necessari, l’obbligo del ripristino dei luoghi e l’utilizzo di intercettazioni per indagare sul reato.

Non si tratta del primo caso in cui il governo affronta la questione. Anche Luciana Lamorgese, precedente titolare del dicastero dell'Interno, aveva messo a punto una serie di norme, mai approvate, mirate a contrastare i rave party.  Secondo il ministro dell'Interno Piantedosi il decreto rispetta i requisiti di necessità e urgenza a causa dell’assenza di una normativa efficace nel nostro Paese: "Si tratta di eventi non solo pericolosi per le stesse persone che partecipano, ma molto dispendiosi per l'impiego di forze dell'ordine che ne consegue. Sono ora previste sanzioni significative e confidiamo che la norma possa costituire un deterrente".

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Decretoanti-rave: cosa prevede

Reclusione da 3 a 6 anni per chi li organizza, multa da 1.000 a 10mila euro e non solo. Ecco cosa prevede il testo del decreto:

  • 1. Dopo l'articolo 434 del codice penale è inserito il seguente: Art. 434-bis - Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica:  L’ invasione per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica consiste nell’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica. Chiunque organizza o promuove l’invasione di cui al primo comma è punito con la pena della reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000. Per il solo fatto di partecipare all’invasione la pena è diminuita. È sempre ordinata la confisca ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, del codice penale, delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato di cui al primo comma nonché di quelle utilizzate nei medesimi casi per realizzare le finalità dell’occupazione.
  • 2. All’articolo 4, comma 1, del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159, dopo la lettera i-ter), è aggiunta la seguente: “i-quater) ai soggetti indiziati del delitto di cui all’articolo 434-bis del codice penale".

Alcuni dettagli ulteriori sono stati forniti dalla relazione illustrativa allegata alla nuova norma: "L'intervento normativo mira a rafforzare il sistema di prevenzione e di contrasto del fenomeno dei grandi raduni musicali, organizzati clandestinamente (c.d. rave party). I casi che si sono finora presentati hanno riguardato meeting, organizzati mediante un "passa parola" clandestino, realizzato attraverso il web e soprattutto attraverso i social network, che si sono tenuti in aree di proprietà pubblica o privata invase illecitamente dai partecipanti". (fonte Today.it)

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