Domenica, 26 Settembre 2021
Francesca Riggillo

Opinioni

Francesca Riggillo

Collaboratore ModenaToday

Referendum Eutanasia legale, Modena ha il diritto di decidere

Rossini, Fdi-Pdf: "Con l'Hospice, Modena ha già scelto di promuovere luoghi di accoglienza per le persone affette da patologie complesse e per le loro famiglie. Nessuno spazio è possibile per derive eutanasiche" PSI: "Il referendum è una occasione per dare la parola alle cittadine e ai cittadini, una grande occasione di partecipazione e di libertà”

Cosa pensano i modenesi di un possibile referendum sulla legalizzazione dell’eutanasia? Modena ha deciso o non ha deciso? Ma soprattutto, Modena ha il dovere di decidere?

Queste le questioni intorno alle quali si è aperto un acceso dibattito tra la consigliera Comunale FdI-Pdf Elisa Rossini e Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina “Stefano Ferrari” dell’Università di Modena e Reggio Emilia e co-presidente dell’Ass. Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, dopo il lancio della raccolta firme per il Referendum sull’eutanasia legale.

Dal 3 Luglio i modenesi hanno dunque la possibilità di porre la propria firma tra le 500.000 da consegnare in Corte di Cassazione entro il 30 Settembre e decidere della possibile realizzazione del Referendum su un tema, quello dell’eutanasia, largamente dibattuto a Bruxelles negli anni passati ma prontamente messo da parte da un Italia non ancora disposta a prendere posizione.

A supportare la raccolta firme e la libertà d’espressione dei modenesi sono, accanto all’associazione Luca Coscioni, i componenti del comitato promotore Radicali Italiani, Partito Socialista Italiano, Eumans, Volt, Più Europa, Possibile, Sinistra italiana, Federazione dei Verdi, a cui si somma il coinvolgimento locale di Arcigay, Ciurma Pastafariana e Libera Uscita, avvocati, dipendenti comunali e consiglieri di diversi schieramenti.

Contraria ad un possibile Referendum è, invece, la consigliera comunale del Popolo della Famiglia-Fratelli d’Italia Elisa Rossini, la quale afferma che sull’eutanasia Modena ha già deciso con l’unanimità al protocollo d’intesa tra Comune, Ausl e Fondazione Hospice Modena sulla realizzazione dell’Hospice di villa Montecuccoli, edificio destinato all’accoglienza, alle cure palliative e al conforto di malati terminali e delle loro famiglie.

“Modena quindi ha già scelto di promuovere luoghi di accoglienza per le persone affette da patologie complesse e per le loro famiglie - incalza Rossini - in grado di migliorare la qualità della vita attraverso le cure palliative, con la prevenzione e il sollievo dalla sofferenza, dando alle stesse sostegno fisico e spirituale. Nessuno spazio è possibile per derive eutanasiche»

Scegliere per la realizzazione di uno spazio nel quale offrire e garantire un ambiente sereno, di sostegno e cura per chi affetto da patologie così complesse è un atto di civiltà e di responsabilità morale degno di qualsiasi paese democratico, ma la ferma convinzione che questo sia l’uico percorso possibile non è, essa stessa, una preclusione dell’insidacabile diritto dell’uomo di decidere della propria vita, o della fine della propria vita? Può un luogo d’accoglienza precludere l’esistenza e la possibilità di appellarsi ad un’alternativa?

“Non ci risulta che Modena e i modenesi abbiano già deciso su un tema delicato come la scelta sul fine vita - si legge in una nota stampa inviata dal PSI - Non l’hanno deciso i modenesi e neanche gli italiani. E’questa una battaglia di civiltà e per la libertà a cui riteniamo non occorre sottrarsi e per cui è necessario che si faccia chiarezza in modo definitivo colmando un vuoto legislativo non degno di una società civile. Il referendum è una occasione per dare la parola alle cittadine e ai cittadini, una grande occasione di partecipazione e di libertà”.

Gli europeisti modenesi, invece, ricordano che “A Modena si costruirà una struttura per il trattamento delle persone malate terminali, quindi non comprendiamo come i cittadini non possano essere favorevoli alla libertà sul fine vita. Un tema su cui la discussione in Parlamento è aperta e non incanalata, come forse vorrebbe Rossini a Modena. O forse la consigliera FdI giudica Modena una città antiabortista per la presenza dei reparti di Pediatria e Ostetricia negli ospedali?”.

Inesatto, spropositato e inappropriato è dunque considerato l’intervento della consigliera comunale Rossini in merito al Referendum Eutanasia legale. I modenesi (e gli italiani) non hanno ancora preso una decisione poichè non è stato loro data la legale possibilità di esprimersi a riguardo, possibilità che l’ass. Luca Coscioni, composta dai Presidenti Michele De Luca, Marco Gentili, Mina Welby, il segretario Filomena Gallo, il tesoriere Marco Cappato, hanno deciso di offrire al popolo lo scorso 20 Aprile, giorno della consegna del testo del Referendum Eutanasia Legale alla Corte di Cassazione.

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