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Nuove regole per l'uso delle sale civiche nei Quartieri, restano gratis per i Gruppi Consiliari

Alcune modifiche al Disciplinare dei Quartieri a un anno dall’introduzione. Un tetto alle prenotazioni. Nelle campagne elettorali Iva al 4% per le liste

A un anno dall’introduzione, sulla base dell’esperienza sviluppata in questi 12 mesi, il nuovo Disciplinare per l’uso delle sale dei centri civici dei Quartieri di Modena viene leggermente rivisto, anche allo scopo di continuare a garantirne l’uso gratuito ai gruppi consiliari. Così da “favorire e facilitare la partecipazione alla vita politica e democratica delle cittadine e dei cittadini”, come chiedeva l’ordine del giorno approvato nel 2018 dal Consiglio comunale e in base al quale lo scorso anno venne appunto introdotto il Disciplinare.

Le modifiche al documento sono state approvate nei giorni scorsi dalla giunta su proposta dall’assessora ai Quartieri e alla Partecipazione Anna Maria Lucà Morandi.

Per evitare il rischio di violare norme nazionali (per esempio, sui finanziamenti ai partiti politici), viene quindi esclusa la gratuità dell’utilizzo delle sale ai partiti in quanto tali, ma viene comunque mantenuta quella per i gruppi consiliari del Comune di Modena, così come per le iniziative promosse o patrocinate dall’Amministrazione comunale che siano a ingresso gratuito. La gratuità viene confermata anche per altre istituzioni, enti o soggetti pubblici (compresi i Consolati di nazioni estere), per esigenze e attività istituzionali. Nel caso che le iniziative patrocinate siano a pagamento per i partecipanti (corsi, seminari eccetera), la tariffa viene applicata alla quota minima del 30 per cento.

Nelle campagne elettorali, invece, per le liste che partecipano formalmente alle elezioni (locali, regionali o nazionali) o alle consultazioni referendarie la tariffa viene applicata con l’Iva al 4 per cento.

Tra le novità, anche l’introduzione a un tetto sulle prenotazioni per lasciare opportunità per tutti i soggetti: non si possono prenotare sale oltre due mesi dalla presentazione della richiesta, per ogni attività si possono ottenere al massimo dieci giornate e ogni soggetto non può superare le 50 giornate di utilizzo nell’anno solare.
Rimane confermato che, al momento della presentazione della domanda, tutti i richiedenti, anche quelli non a titolo gratuito, devono sottoscrivere “la condivisione dei valori sanciti dalla Costituzione e tra questi segnatamente il divieto di professare e/o praticare ideologie o comportamenti fascisti e razzisti”, come già avviene per gli altri spazi pubblici, sempre sulla base di un’indicazione del Consiglio comunale per il “rispetto dei valori della Resistenza e dei principi delle Costituzione repubblicana”.

La capienza delle sale civiche disponibili varia dai 25 posti di San Damaso (via dei Giacinti 14) ai 120 posti della Sighinolfi di piazza Liberazione 13, passando per sala Redecocca (60 persone), sala Pucci (99), via Viterbo (99), via Padova (58), Cognento in largo Traeri (99), Villaggio Giardino in via Curie (99), Barchetta (45). Le tariffe, che non sono aumentate rispetto allo scorso anno, per una concessione fino a otto ore vanno dai 76,47 euro della Barchetta (91,47 oltre le otto ore nella giornata) ai 182,34 euro di sala Pucci (215,34 oltre le otto ore).

In caso di richiesta della stessa sala per la stessa data da parte di più soggetti, il Disciplinare, che precisa anche le responsabilità degli utilizzatori, prevede un ordine di precedenza per le iniziative a carattere istituzionale, dell’Amministrazione, dei Quartieri e dei gruppi consiliari; per le iniziative patrocinate dal Comune; per le iniziative di altre istituzioni, enti o soggetti pubblici, compresi i Consolati. Per le altre iniziative si procede in base all’ordine cronologico delle richieste.

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