Attività produttive aperte, fra dubbi e proteste. Le regole da seguire

In queste ore, dopo il Decreto che impone il blocco di parte del commercio e dei servizi, le attività produttive restano il nodo più controverso nel contenimento del contagio. Anche la nostra redazione ha ricevuto in queste ore numerose lamentele e critiche da parte dei lavoratori delel fabbriche, ma anche delle grandi strutture di vendita ancora aperte e di categorie particolari, una su tutte quella del settore trasporti. Chi lamenta le scarse misure di sicurezza adottate dalla propria azienda, chi l'imposssibilità di evitare gli assmbramenti - come nel caso delle imprese di grandi dimensioni, chi ancora come camionisti e addetti della logistica snocciola tutte le difficoltà di un lavoro a contatto con il pubblico e con realtà che applicano regole e precauzioni molto dibverse tra loro.

Un caos inevitabile, data la situazione di estrema emergenza e le scelte specifiche del Governo. L'invito è ovviamente per ciascuno ad adottare i comportamenti più virtuosi, anche se in alcune circostanze non sempre è possibile. Tanti lavoratori sono alla ricerca di risposte, che tuttavia a volte non possono arrivare.

Per fornire il nostro piccolo contributo sul piano dell'informazione, cogliamo quindi l'occasione per condividere quelle che sono le direttive per le aziende, diramte e aggiornate costantemente dalla Regione Emilia-Romagna.

Misure generali da adottarsi da parte del datore di lavoro

  • Esporre in azienda, in più punti frequentati dai lavoratori, locandine che illustrano i comportamenti da seguire per prevenire e contenere il rischio disponibili a questo link
  • Assicurare nei bagni quantità sufficienti, sempre disponibili, di sapone liquido e salviette per asciugarsi ed esporre, in corrispondenza dei dispenser, le indicazioni ministeriali sul lavaggio delle mani
  • Mettere a disposizione dei lavoratori soluzioni idroalcoliche per la disinfezione delle mani;
  • Incrementare la frequenza della pulizia delle superfici e degli oggetti condivisi: i coronavirus possono essere eliminati dopo 1 minuto se si disinfettano le superfici con etanolo 62-71% o perossido di idrogeno (acqua ossigenata) allo 0,5% o ipoclorito di sodio allo 0,1 %;
  • Garantire sempre un adeguato ricambio d’aria nei locali condivisi;
  • Evitare incontri collettivi in situazione di affollamento in ambienti chiusi (meeting, seminari, corsi diformazione…). Attuare comunque misure di distanziamento sociale e privilegiare in tutti i casi possibili, nello svolgimento di riunioni, modalità di collegamento da remoto comunque garantendo il mantenimento di una distanza interpersonale di almeno 1 metro;
  • Regolamentare gli spazi destinati alla ristorazione (es. mense, sale caffè) in modo da evitare molti accessi contemporanei; a tale proposito si ricorda che lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar ai sensi dell’art.2 comma 1 lettera e) DPCM 8 marzo 2020 prevede l’obbligo a carico del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
  • Utilizzo di risorse esterne, come i consulenti, preferibilmente in via telematica;
  • Posticipo di tutti i viaggi non strettamente indispensabili in zone a rischio epidemiologico come identificate dall’OMS; vista la situazione in continua evoluzione, consultare sempre il sito istituzionale del Ministero della Salute;
  • Favorire una corretta informazione rispetto alla non pericolosità dei prodotti made in CHINA e pacchi provenienti dalla Cina o altre aree a rischio.

Misure universali

Si tratta di un pacchetto di misure comportamentali universali, la cui adozione è raccomandata sia per la cittadinanza che per i lavoratori, ai fine della prevenzione delle malattie a diffusione respiratoria:

  • Lavarsi spesso le mani. Il lavaggio deve essere accurato per almeno 60 secondi, seguendo le indicazioni ministeriali sopra richiamate. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un gel su base alcoolica (concentrazione di alcool di almeno il 60%). Utilizzare asciugamani di carta usa e getta. Per quanto riguarda locali pubblici, palestre, farmacie, supermercati e altri luoghi di aggregazione, si raccomanda di mettere a disposizione soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  • Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  • Evitare abbracci e strette di mano;
  • Mantenimento, nei contatti interpersonali, di una distanza di almeno un metro;
  • Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie); coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  • Non toccarsi occhi, naso, bocca con le mani;
  • Evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri;
  • Non assumere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  • Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro e alcool;
  • Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si presta assistenza a persone malate.

Misure di prevenzione per i lavoratori addetti al contatto con il pubblico

Fermo restando il rispetto delle misure sopra citate, si fa presente, in linea generale, che non sono necessari Dispositivi di Protezione Individuale, fatto salvo gli operatori sanitari addetti all’assistenza di casi di infezione da COVID-19, per i quali sono state fornite specifiche indicazioni. Restano valide le indicazioni fornite alle Associazioni del medici competenti con nota del 05/02/2020 (PG/2020/0096962), con cui è stata trasmessa la Circolare del Ministero della salute del 03/02/2020 (recante indicazioni per gli operatori dei servizi/esercizi a contatto con il pubblico).

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