Sabato, 24 Luglio 2021
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Nonantola, inaugura dopo il restauro la Torre dei Modenesi

Cerimonia il prossimo 22 luglio per riconsegnare alla comunità uno dei simboli del paese. Allestita anche una mostra

A sei anni dal terremoto che colpì duramente il territorio modenese torna a risplendere uno dei simboli della comunità nonantolana. Domenica 22 luglio alle 18 45 è in programma l’inaugurazione della Torre dei Modenesi in seguito ai restauri post sisma alla presenza della Sindaca del Comune di Nonantola Federica Nannetti, del Presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e del Presidente della Cassa di Risparmio di Modena Paolo Cavicchioli.

A seguire è prevista la presentazione della mostra "1261 - 2018. La storia della Torre dei Modenesi" e visita guidata "La Torre tra archeologia e restauri” a cura di: Mauro Librenti - Universutà Ca' Foscari di Venezia e Juri Baladini - Studio Custos di Mantova.

Coordinato da un team di progettazione e direzione lavori specializzata nella realizzazione di opere similari a questa, si è concentrato soprattutto nella ricucitura delle lesioni evidenziate dall’evento sismico del maggio 2012, con un consolidamento statico e sismico legato soprattutto alla scala esistente e alla posa in opera di tiranti in ferro finalizzate al contenimento delle murature, oltre all’alleggerimento dei solai esistenti mediante la demolizione delle strutture esistenti e non originari e la posa in opera di una serie di leggeri solai in legno, molto più coerenti con la struttura originari.

Inoltre il cantiere ha permesso di recuperare ed evidenziare alcune pavimentazioni originarie, coperte dalle varie superfetazioni, che sono state portare alla luce ed, attraverso un attento processo di restauro, rimesse al poso e valorizzate.

In corso d’opera si è provveduto a rivedere completamente l’impiantistica elettrica ed idraulica della torre, compresa la realizzazione di un nuovo servizio igienico al piano terra del bene, finalizzata a rispondere ad un’esigenza più volte manifestata di utilizzo della struttura.

Infine la copertura: attraverso un ampio intervento su tutto il sistema strutturale della copertura è stato possibile mettere in sicurezza e garantire la tenuta del torrino sommitale e provvedere ad un generale restauro e risanamento anche di quella porzione di bene, che verrà reso visitabile al completamento dei lavori.

Con l’inaugurazione del 22 luglio sarà possibile rendere disponibile alla comunità un bene storico di prima importanza per Nonantola, insieme alla Torre dei Bolognesi, all’Abbazia e a Villa Emma vera identità del territorio.

La Torre dei Modenesi o Dell’Orologio

La torre dei Modenesi, così chiamata perché costruita dai Modenesi nel XIII secolo, originariamente era parte integrante del sistema difensivo del borgo medievale mentre oggi si erge isolata ad ovest del centro storico, all’inizio di via Roma.

Tipicamente individuata come una torre di epoca medioevale, è costituita da una pianta rettangolare in mattoni a vista per un’altezza di circa 30,50 mt. In origine la costruzione doveva concludersi con la sola merlatura guelfa, oggi in parte murata e sovrastata da un tetto in coppi sul quale è stata innalzata una piccola torre campanaria (da qui il nome Torricino), mentre sulle facciate est ed ovest trova posto l’orologio del comune (da qui il nome anche di Torre dell’Orologio).  

La torre oggi è nota anche col nome di Torre Vecchia, per distinguerla dall’altra torre nonantolana la Torre dei Bolognesi costruita nel 1307 in occasione del passaggio della città sotto il dominio bolognese.

Del sistema difensivo medievale del borgo nonantolano sono giunte fino a noi due torri, quella dei Modenesi e quella dei Bolognesi e alcuni tratti di mura che racchiudono il centro storico; le altre torri e tratti di mura, negli anni intercorsi tra 1800 e 1900, sono state in parte distrutte o inglobate in altre costruzioni. 

La torre dei Modenesi è stata oggetto di una serie di studi eseguiti tra il 2001/2002 e da uno scavo archeologico effettuato nel 2004 realizzati dall’Università Cà Foscari di Venezia: dalla lettura stratigrafica delle strutture murarie è emerso che l’alzato che vediamo oggi è databile, in gran parte, al XIII secolo mentre le fondazioni del corpo di fabbrica originario risalgono all’XI secolo (periodo durante il quale le fonti ricordano la costruzione delle fortificazioni volute da Gotescalco); questa fase di edificazione però andò ad innestarsi su una struttura ancora più antica databile tra il X e l’inizio dell’XI secolo da riferirsi ad un complesso di cui è stata ipotizzata una funzione artigianale. La torre chiamata “dei Modenesi o Torre Vecchia o dell’Orologio” così come si presenta oggi, a parte alcune modifiche, fu innalzata dai Modenesi nel 1261 per ospitare un presidio di soldati a controllo del borgo di Nonantola in seguito alla stipulazione di un lodo con il cenobio in cui si sanciva la perdita della giurisdizione temporale dell’abate di Nonantola a favore della comunità modenese. 

La torre dei Modenesi, elemento fondamentale delle fortificazioni medievali nonantolane, si andò ad innestare su un apparato difensivo che subì numerose modifiche nel corso dei secoli: partendo, nei secoli X e XI, da un sistema di fossati a ridosso del complesso abbaziale si arrivò, a metà dell’XI secolo, all’innalzamento della cinta muraria voluta dell’abate Gotescalco, che racchiudeva uno spazio che comprendeva il monastero e le abitazioni della comunità rurale. Le mura tuttora visibili sono del XIV secolo. 

Nel XIV secolo vennero costruite anche numerose strutture annesse alla torre: sul lato ovest fu edificato un rivellino (fortificazione indipendente posta a protezione della porta di accesso alla fortificazione) preceduto da un ponte e sul lato est un altro edificio di rinforzo; fu costruita anche una porta sul margine nord della torre che la collegava con l’angolo nord-ovest della cinta muraria. 

A partire dal 1300 la parte del borgo fortificato posto a nord-ovest, che ruotava intorno alla torre, diventò progressivamente il luogo nel quale la comunità di Nonantola, sorta intorno al monastero, trovò la sua sede istituzionale. 

Nel XVII secolo fu adibita a prigione della comunità; alla torre furono gradualmente annesse varie strutture tra cui a est, la casa del custode del carcere, attestata dal 1623, e a ovest un altro edificio documentato dal 1620.

Durante il XX secolo la torre fu adibita a casa per i poveri e, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, fu un rifugio antiaereo; oggi è la sede della scuola di musica del Comune, “Officine Musicali”. 

La torre, costruita in mattoni, si presenta con una pianta quadrata di 10,7X9,63 metri, ha un altezza di 30,5 metri ed è divisa in 5 piani. La merlatura guelfa con cui originariamente terminava è stata in parte murata e ricoperta da un tetto sovrastato da un torricino che ospitava la campana comunale. 

Sul prospetto ovest è collocato un orologio documentato dal XVI secolo.

Sul lato est, all’interno di un edicola, è visibile un dipinto che ne ricalca uno precedente del 1300 che rappresenta la Madonna col Bambino eseguito nel 1980 dal pittore modenese Buffagni.

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