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Tecniche chirurgiche a confronto, da Baggiovara una ricerca lunga 13 anni

Chirurgia robotica: pubblicato un studio con la più ampia casistica di confronto con la chirurgia laparoscopica per la patologia del surrene. L’indagine ha analizzato 160 pazienti operati dal 2006 al 2019

Comprendere i vantaggi dell’approccio robotico su quello laparoscopico nella patologia del surrene e definire quando sia meglio usare l’uno piuttosto che l’altro. Sono i risultati a cui ha portato lo studio condotto dall’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale dell’Ospedale Civile di Baggiovara, diretta dalla dott.ssa Micaela Piccoli, che, comparando due gruppi di pazienti, 76 operati in laparoscopia e 84 operati in robotica, si conferma la più grande casistica di confronto eseguita in unico centro.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Laparoendoscopic & Advanced Surgical Techniquesnell’articolo “Robotic versus laparoscopic adrenalectomy: pluriannal experience in High- Volume Center, evaluating indications and results” (15 gennaio 2021).

I surreni (adrenal glands) sono due ghiandole dell’addome situate superiormente ai reni e deputate alla produzione di numerosi importanti ormoni, fra i quali anche cortisolo e adrenalina. Le patologie del surrene sono di natura benigna fino al’80%, ma necessitano comunque di un corretto inquadramento in ambito specialistico.

“Ad oggi questa risulta essere la più grande casistica di confronto nella patologia del surrene, eseguita in un unico centro tra due gruppi omogenei di pazienti”, afferma la dott.ssa Barbara Mullineris, responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Endocrinochirurgia. “Si tratta di 76 pazienti operati in laparoscopia e 84 con la tecnologia robotica. Nessuno di loro ha avuto complicanze intraoperatorie, né necessitato di conversioni dall’approccio mini-invasivo a quello tradizionale. Per la prima volta in letteratura sono stati confrontati vantaggi e svantaggi dei due approcci mini-invasivi a seconda del lato (surrene destro e sinistro). Ciò ha permesso di evidenziare quali siano i reali vantaggi dell’approccio robotico su quello laparoscopico e soprattutto di iniziare a delineare quando utilizzare l’uno e l’altro”.

“La diffusione delle tecniche di immagine ha notevolmente incrementato il riscontro, spesso occasionale, di lesioni surrenaliche (incidentalomi)”, sostiene il dott. Marco Favali dell’UOC di Radiologia, diretta dal dott. Spina. “Tac e risonanza magnetica consentono di inquadrare la patologia surrenalica descrivendone le dimensioni, le caratteristiche morfologiche, i rapporti con le strutture vicine, riuscendo spesso a definirne in modo non invasivo la natura. Ruolo marginale, ma a volte necessario nei casi più complessi, è poi svolto dalle procedure bioptiche eco-Tac guidate, che permettono di giungere con certezza alla diagnosi”.

“La complessità della gestione della patologia surrenalica, soprattutto quando funzionante” afferma la dott.ssa Elisabetta Bertellini, direttore del Servizio di Anestesia e Rianimazione “pone numerose problematiche anestesiologiche. La rimozione chirurgica della neoformazione può essere accompagnata da modificazioni acute a carico dell’apparato cardiovascolare. Il controllo intraoperatorio risulta molto complesso: pressione arteriosa, frequenza cardiaca, eventuali possibili aritmie, volume ematico circolante. La stabilità cardiovascolare viene mantenuta con utilizzo appropriato dei farmaci. L’induzione dell’anestesia, l’intubazione oro-tracheale, l’incisione chirurgica, la manipolazione della neoformazione e la legatura dei vasi rappresentano le fasi dell’intervento a maggior rischio. Nell’intraoperatorio e nell’immediato postoperatorio è raccomandabile un monitoraggio che individui precocemente fattori predittivi di alterazioni emodinamiche”.

“Per alcune patologie specifiche, come quella surrenalica, risulta indispensabile concentrare gli interventi in centri ad alto volume, in una logica di rete che minimizzi gli spostamenti dei pazienti, garantisca i migliori standard di cura e massimizzi le possibilità di guarigione”, conclude Piccoli. “Oggi l’Ospedale di Baggiovara può essere considerato un vero e proprio Centro ad alto volume, dove vengono offerte tutte le competenze necessarie per la diagnosi, il trattamento ed il percorso peri-operatorio”.

 “All’UOC di Endocrinologia di Baggiovara” afferma la direttrice, prof.ssa Manuela Simoni, “è presente dal 2013 l’Ambulatorio per le Patologie Surrenaliche, sotto la responsabilità della Dott.ssa Lucia Zirilli. In tale ambito sono attivi numerosi progetti di ricerca coordinati dal Prof. Vincenzo Rochira. La proficua collaborazione con i Colleghi della Chirurgia Generale di Baggiovara rende ragione dei risultati di un percorso ormai consolidato”.

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