IQOS e sigarette elettroniche, presentato a Modena il primo studio sulla salute umana

Si tratta della prima ricerca clinica indipendente svolta da un ente italianoe presentata al Policlinico nel corso del congresso SIECM. Lo studio conferma minor impatto su stress ossidativo, pressione del sangue e flusso nei vasi rispetto alla sigaretta tradizionale

In uno studio realizzato a partire dal 2017 i ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma hanno analizzato la differenza dell’impatto sulla pressione e sui vasi sanguigni tra sigarette elettroniche, il dispositivo a “tabacco riscaldato” IQOS e le sigarette. Si tratta della prima ricerca indipendente sulla salute umana in questo campo effettuata da una prestigiosa università italiana e pubblicata da una delle più autorevoli riviste specialistiche del mondo, JAHA (Journal of American Heart Association).

Risultato? Entrambi i dispositivi, basati su tecnologie che permettono di inalare nicotina evitando però i derivati della combustione, hanno un impatto nettamente inferiore sulla pressione e sui vasi, oltre che sullo stress ossidativo cellulare. La comunità scientifica concorda che ci sia l’esigenza di ulteriori studi su questi nuovi dispositivi, ma lo studio – indipendente, interamente italiano e non sovvenzionato da alcuna azienda del tabacco - rappresenta un primo passo scientifico verso una vera risposta al quesito sul minor danno all’organismo di queste nuove tecnologie per fumatori che non riescono a smettere.

Lo studio è stato presentato al Policlinico di Modena, durante l’ottavo congresso della Società italiana di emoreologia clinica e microcircolazione (SIECM). Il fumo tradizionale e in particolare la combustione, principale causa di danno delle sigarette, sono in effetti potenziali fattori di rischio per lo sviluppo di patologie cardiovascolari quali l’infarto del miocardio o eventi ischemici cardiaci e cerebrali. E questo perché aumentano stress ossidativo, viscosità del sangue, frequenza cardiaca e pressione sanguigna.

Ma lo sono anche i nuovi metodi di fumo? I risultati del lavoro scientifico effettuato dai ricercatori dell’università “La Sapienza” di Roma sembrano dire di no. A parlarne a Modena è stato il prof. Roberto Carnevale, professore associato di biologia, che ha illustrato come la ricerca abbia valutato gli “effetti in acuto” dell’utilizzo del prodotto a tabacco riscaldato IQOS, in confronto alla sigaretta elettronica e alla sigaretta tradizionale. Venti i fumatori coinvolti, di cui più della metà donne, assegnati in modo casuale ed alternativamente ai differenti prodotti, che avevano un contenuto di nicotina equiparabile, con un periodo di sospensione di una settimana tra le differenti fasi. I ricercatori sono andati a misurare più biomarcatori possibili, facendo anche compilare ai volontari dei questionari per valutare il loro grado di soddisfazione.

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