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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
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Ricoveri a quota 112 e 2.500 pazienti a casa, l'Ausl: "Numeri problematici"

L'aumento progressivo inizia a mettere a dura prova ancora una volta il sistema della sanità locale. Riaperto il reparto covid anche all'Ospedale di Pavullo

Ricoveri quadruplicati e casi attivi triplicati. L'ultimo mese è stato sicuramente pesante sul fronte dell'aumento dell'incidenza della pandemia sul territorio modenese: numeri ancora lontani dallo stesso periodo dello scorso anno, ma non di meno preoccupanti soprattutto per l'organizzazione del sistema sanitario.

L'ultimo aggiornamento (di questa mattina) parla di 112 pazienti ricoverati presso gli ospedali della provincia, di cui 11 in Terapia Intensiva e dell'attivazione di un reparto covid anche presso l'ospedale di Pavullo, per un totale di 139 posti letto attrezzati. Restano covid-free, per ora, gli ospedali di Baggiovara, Mirandola e Vignola, con il Policlinico che continua ad essere in principale punto di riferimento.

Anche i casi attivi sono saliti rapidamente, fino a toccare oggi quota 2.514. Pur trattandosi di persone in larghissima parte in buone condizioni di salute, questo dato rappresenta un elemento di criticità per l'organizzazione dell'assistenza domiciliare, come confermato oggi dal Direttore dell'Azienda Usl Antonio Brambilla. Insieme alle cure a domicilio c'è poi il problema del contact tracing: l'aumento esponenziale dei contagi comporta un aggravio per l'organizzazione del lavoro e rischia di rendere più lento e complesso un fattore che invece dovrebbe essere decisivo per la lotta alla pandemia.

L'incidenza del contagio è schizzata a quasi 200 casi su 100mila abitanti (era a 72 un mese fa) con cifre sempre elevatissime nella fascia 6-13 anni. L'indice Rt in crescita prospetta purtroppo altre settimane difficili da qui ai primi del 2022.

Non si tratta, va sottolineato, di semplici statistiche, ma di elementi determinanti. Con la campagna vaccinale che ha di fatto ridotto in modo netto la mortalità e gli effetti più gravi della malattia, la "sopravvivenza" del sistema sanitario locale diventa une fattore dirimente. Non a caso le più recenti modifiche alla normativa nazionale pongono l'occupazione dei reparti ospedalieri al centro dei criteri per il passaggio di zona. Se i numeri dell'ultima serrimana dovessero proseguire, il passaggio in zona gialla dell'Emilia-Romagna sarebbe inevitabile.

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