Covid, ricoveri in aumento a Modena. 8616 persone isolate a casa

I dati delle aziende sanitarie locali sull'adamento del contagio, che negli ultimi giorni ha fatto segnare una ripresa poco rassicurante

Nell’ultima settimana dell’anno appena concluso, in provincia di Modena si è invertita la tendenza in calo rilevata nelle settimane precedenti e si è registrato invece un aumento dei casi di positività al Covid, accompagnato dall’aumento del numero di esaminati. Questo fenomeno riflette quanto si verifica anche a livello nazionale.

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In conseguenza dell’aumento di casi anche il numero di persone messe in isolamento ha registrato una nuova ripresa. Allo stesso modo il trend in calo del numero di degenti giornalieri, iniziato dopo il picco registrato il 24 novembre, si è esaurito il 24 dicembre e attualmente si assiste a un periodo di lenta ripresa.

​I ricoveri negli ospedali modenesi

All’11 gennaio, in provincia di Modena erano accertati 6.715 casi di persone con in corso l’infezione da Covid-19. Di questi, 6280 erano in isolamento domiciliare o presso altre strutture, 435 ricoverati.

A ieri erano 435 i pazienti assistiti in regime di ricovero negli ospedali della provincia. In AOU risultavano ricoverati 271 pazienti covid positivi, 120 negli ospedali provinciali (Carpi, Mirandola, Vignola, Pavullo), e 44 all’Ospedale di Sassuolo Spa.  Ad oggi, 12 gennaio, risultano invece 424 pazienti covid ricoverati complessivamente.

Secondo il dato riportato ieri nel bollettino regionale, sono occupati 53 posti di Terapia Intensiva disponibili negli ospedali dell’Azienda Ospedaliero–Universitaria di Modena. Considentando anche la terapia subintensiva, sono circa un'ottantina i pazienti che necessitano di queste cure per casi più gravi.

Il picco di nuovi isolamenti domiciliari è stato raggiunto il 18 novembre con oltre 1.300 persone, più del triplo di quello raggiunto durante la prima ondata, il 24 marzo, con 357 persone. All’11 gennaio erano in isolamento 8616 persone. In particolare 6280 persone covid positive. Dei positivi in isolamento domiciliare 41 – numero in aumento rispetto alle scorse settimane - sono accolti presso l’hotel Tiby e 50 pazienti sono ricoverati negli Ospedali di Comunità Covid a Novi, Fanano, Soliera. A questi si aggiungono 2336 contatti stretti di casi accertati in isolamento. Dal 21 dicembre all’Hotel Concordia di S. Possidonio non ci sono più ospiti pazienti Covid+.

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I posti letto disponibili

In Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, Hub Covid, coerentemente con le esigenze di ricovero di pazienti covid positivi sono segnalati a livello regionale 301 posti. Aree dedicate al covid sono presenti anche negli ospedali dell’Azienda USL a Vignola, Pavullo, Carpi e Mirandola e all’Ospedale di Sassuolo, per un totale di 198 posti, leggermente ridotti in relazione alla diminuzione dei pazienti – rispetto ai 240 dello scorso novembre – per fare spazio all’attività no-covid. Attivata inoltre la collaborazione con l’ospedalità privata per poter fornire ulteriori prestazioni chirurgiche e anche posti letto aggiuntivi covid e non covid.   

Per quanto riguarda il potenziamento delle strutture per l’accoglienza di pazienti post-acuti che non necessitano di cure ospedaliere sono state adottate le seguenti misure. Ospedali di comunità: a Novi di Modena (distretto di Carpi) con 15 Posti letto per pazienti Covid+ post-acuti, struttura creata appositamente per gestire pazienti covid in fase di remissione; riconversione dell’OsCo di Fanano in strutture Covid+ (15 posti letto); apertura ex novo, il 23/11/2020, di un OsCo a Soliera con 21 posti letto dedicati a pazienti Covid+. Stante il pesante carico di dimessi no covid ancora presente, si è ritenuto di mantenere nella configurazione no covid l’OsCo di Castelfranco Emilia con 19 letti. In aggiunta a queste strutture, sono stati predisposti dei posti letto presso l’Hotel Tiby e l’Hotel Concordia per l’accoglienza dei pazienti Covid+ che non hanno la possibilità di mantenere l’isolamento domiciliare presso le loro abitazioni. Tale soluzione è da ritenersi valida sia per i casi provenienti dal territorio, sia per quelli in dimissione dall’Ospedale. A livello distrettuale sono stati inoltre potenziati i servizi domiciliari con il compito di sostenere e integrare il lavoro dei medici di medicina generale; in particolare sono state attivate le Centrali Operative Distrettuali per un maggior coordinamento delle azioni in integrazione con Medici, Pediatri, USCA e guardia medica/continuità assistenziale. 

Rimangono fondamentali l’assistenza domiciliare e l’uso di strumenti di telemonitoraggio a distanza per i pazienti cronici e per quelli covid positivi.

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