Il rimborso impossibile, il caso di un docente modenese che aspetta da tre anni

Ad un commissario esterno dell'esame di maturità mancano 240 euro che la “burocrazia ottusa” non riesce a consegnare. La denuncia della Cgil

Un commissario 'esterno' a cui non vengono pagate le spese di trasferta per far sostenere l'esame di maturità. Rimasto incagliato nella burocrazia è un insegnante di Vignola, che da tre anni sta aspettando di vedersi riconosciuto il compenso totale per aver svolto servizio come commissario esterno all'esame di maturità, all'Ipsia Corni di Modena. 

A raccontare la sua "situazione al limite dell'assurdo" è il sindacato scuola Flc-Cgil di Modena, che sta monitorando dal 2016 la vicenda. Come commissario esterno, l'insegnante "ha diritto a una retribuzione che secondo tabella ministeriale si compone in parte di un compenso sottoposto a tassazione, e in parte di una voce di trasferta senza tassazione", spiega il sindacato. Quindi, per i 17 giorni complessivi di servizio svolti spetterebbero al professore 1.479 euro, di cui 911 euro come compenso lordo da tassare e 568 euro come trasferta senza tassazione. Il problema sorge quando, una volta arrivata la busta paga, nel cedolino è presente un'unica voce di 1.479 lordi, che è stata tutta sottoosta a tassazione. "In questo modo l'insegnante ci ha rimesso circa 240 euro", continuano Cgil. Nonostante anche la dirigente scolastica del Corni abbia "ammesso l'errore materiale e assicurato che la scuola avrebbe provveduto al rimborso della trattenuta di 240 euro", tre anni dopo di questi soldi nessuna traccia.

L'ultima mossa del sindacato, dopo aver fatto diverse pressioni alla scuola in questi anni, è stata a febbraio quando ha convocato direttamente l'Ufficio scolastico territoriale di Modena. Ma, "ultima beffa", mercoledì scorso l'ufficio ha fatto sapere di "non aderire alla conciliazione perchè non autorizzato a conciliare sulla parte economica". A questo punto, il docente si vede costretto a rivolgersi al giudice del lavoro del Tribunale di Modena "e conseguentemente sostenere i costi di una causa legale con tempi lunghi, presumibilmente non meno di 3 anni". Per Flc-Cgil questa vicenda "dimostra l'inutile ottusità della burocrazia che costringe un lavoratore pubblico, dipendente dello Stato, ad un'assurda odissea per poter ottenere quanto gli spetta di diritto".

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