Visite ed interventi chirurgici sospesi, parte il recupero di 105mila prestazioni

Il recupero interessa 39.350 prime visite, 35.000 prestazioni di radiologia, 31.000 prestazioni di diagnostica strumentale, oltre agli interventi chirurgici nelle diverse sedi. Nessuno stop durante l’emergenza per le attività urgenti e per l’oncologia

Ripartono domani, lunedì 4 maggio, diverse attività sanitarie in provincia di Modena. Nei giorni scorsi le Aziende sanitarie modenesi (Azienda USL, Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena e Ospedale di Sassuolo Spa) hanno lavorato per declinare sul territorio le linee guida regionali (DGR 404/2020) per la riprogrammazione graduale delle prestazioni programmabili e non urgenti sospese a causa dell’epidemia, mentre l’attività urgente è sempre stata garantita da tutte le strutture della provincia.

La DGR indica misure di prevenzione del contagio che saranno da applicare su tutte le strutture che erogano prestazioni sanitarie, siano esse pubbliche, in regime istituzionale e libero professionale intramoenia, private accreditate, private non accreditate, studi medici e studi professionali. Gradualità e sicurezza – per cittadini e operatori – sono dunque le parole chiave, la ripresa è già in corso e domani prenderanno il via una serie di ulteriori attività.

Chirurgia in tutti i poli provinciali

Dal 4 maggio si riprende l’esecuzione degli interventi programmati. Si sottolinea che saranno le singole équipe ospedaliere a contattare i cittadini in lista d’attesa e ad avviare il percorso di prericovero. 

AOU DI MODENA: riparte dal 4 maggio l’attività di chirurgia generale e specialistica programmata nei due stabilimenti dell’Azienda (Policlinico e Ospedale Civile). L’obiettivo è arrivare a circa il 70 % dell’attività precedente all’emergenza, partendo da quella in priorità A e B, vale a dire a trenta e sessanta giorni: chirurgia generale, toracica, plastica, oro-maxillofacciale, della mano, vascolare; ancora, ginecologia, dermatologia, ortopedia, otorinolaringoiatria, chirurgia senologica, urologia. La ripresa sarà graduale e andrà di pari passo con la progressiva riapertura dei comparti operatori e l’aumento dei posti in terapia intensiva e in degenza chirurgica. Già in corso, presso l’AOU, infine, anche interventi in diagnostica radiologica sui quali è possibile assicurare il necessario livello di sicurezza.

CARPI: prosegue l’attività di chirurgia programmata prevalentemente oncologica, garantita già da diverse settimane dalle équipe d’area nord presso Hesperia Hospital e Fogliani (limitatamente all’ortopedia).  

CASTELFRANCO EMILIA: riparte il 4 maggio la terapia antalgica e la ginecologia presso la piattaforma chirurgica ambulatoriale, dall’11 maggio l’oculistica e dal 18 maggio la dermatologia. Seguono nelle settimane successive le altre discipline.

MIRANDOLA: riparte il 4 maggio la chirurgia oculistica e la dermatologia. Progressivamente saranno integrate altre discipline in regime ambulatoriale, cui seguirà la chirurgia in day surgery e successivamente in ricovero.

PAVULLO: dall’11 maggio riprenderanno gli interventi di ortopedia, oculistica, urologia, chirurgia generale, ORL e ginecologia.

SASSUOLO: dall’11 maggio vi sarà un graduale aumento dell’attività chirurgica programmata che servirà anche a mettere a punto il nuovo percorso di screening pre-intervento. Incremento più significativo è previsto invece dalla settimana del 18 maggio, nella quale riprenderanno le attività delle seguenti specialità: chirurgia generale, ginecologia, urologia, ortopedia, ORL, oculistica e dermatologia. Per tutte le altre specialità si valuteranno i singoli interventi se improcrastinabili per le condizioni cliniche del paziente.

VIGNOLA: dall’11 maggio riprenderanno gli interventi di ORL, chirurgia generale, urologia, oculistica, ortopedia e ginecologia.

La metodologia di lavoro

Nel piano complessivo è previsto il riavvio delle attività chirurgiche programmate - partendo da quelle in priorità A e B, vale a dire a trenta e sessanta giorni - di ortopedia, ginecologia, dermatologia, senologia, urologia e chirurgia generale.

Il tutto nel rispetto dei principi di programmazione dell’attività chirurgica previsti in questa fase dell’epidemia e delle indicazioni volte a ridurre i rischi legati all’infezione da SARS-COV-2 nel percorso dei pazienti sottoposti ad interventi chirurgici. Per quanto riguarda i ricoveri programmati, nell’ambito delle liste di attesa, nel piano verrà data applicazione alle Linee guida regionali che prevedono che per ogni singola disciplina siano identificati gli interventi “non procrastinabili” in relazione a: classe di priorità, patologia, condizione clinica. Anche le attività libero professionali intramoenia potranno poi riprendere avendo cura che esse si rivolgano alle stesse tipologie di pazienti così individuate. In relazione all'incertezza rispetto agli sviluppi della fase due e dell’epidemia, sarà comunque previsto il mantenimento di almeno il 30% dei letti che sono stati aggiunti nei reparti di Terapia intensiva da inizio emergenza, che dovranno essere liberi e disponibili.

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È in corso, in collaborazione con le direzioni di ospedale e i coordinatori dei blocchi operatori e dei prericoveri, la standardizzazione dei criteri di sicurezza e la ridefinizione dei percorsi per i pazienti, al fine di garantire tutti i requisiti (distanziamento, sanificazioni, tempi) per pazienti chirurgici ricoverati e ambulatoriali. Sono in corso di definizione tutte le procedure e la organizzazione e distribuzione dei Dispositivi di protezione individuale per garantire la sicurezza per professionisti e pazienti; sempre a maggior tutela dei cittadini saranno uniformati i percorsi di preparazione dei pazienti agli interventi chirurgici.

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