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Domenica, 2 Ottobre 2022
Attualità Ospedale Universitario / Via del Pozzo

I Poliambulatori di via del Pozzo saranno recuperati, investimento da 20 milioni

Due milioni per rimuovere l'amianto e altri 18 per un completo restauro e recupero degli ambienti per i nuovi servizi sanitari

Un investimento da 20,5 milioni di euro e un protocollo di intesa a quattro – Comune di Modena, Ausl, Aou e Unimore – per la sostituzione degli spazi all’interno dei Poliambulatori di via del Pozzo, successiva alla bonifica dell’amianto nella pavimentazione e alla ristrutturazione e riqualificazione della struttura. L’accordo finalizzato all’avvio del percorso è stato raggiunto in questi ultimi giorni: questa la novità importante comunicata nella seduta del 15 settembre scorso della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena dal presidente Gian Carlo Muzzarelli. Un passaggio importante per la sanità modenese, che sarà seguito da incontri coi vari soggetti coinvolti per giungere a un progetto di riqualificazione di quell’area, da presentare poi in Ctss.

I lavori per la bonifica dall’amianto presente nelle pavimentazioni in linoleum, per 2 milioni, saranno aggiudicati entro fine ottobre e sono propedeutici alle fasi di progettazione e realizzazione degli interventi che porteranno alla riqualificazione, per un importo complessivo di 18,5 milioni, che porterà a nuovi spazi per i servizi sanitari. 

“Dall’ultimo incontro molte cose sono cambiate rispetto alla situazione politica nazionale, mentre assistiamo a un contenimento della pandemia covid; il virus è al momento all’angolo ma è ancora presente. Purtroppo però – ha poi osservato Muzzarelli richiamando i recenti aumenti dei costi di materie prime ed energia – si sta affrontando una seconda emergenza, forse più pesante per le ripercussioni sociali ed economiche su famiglie e imprese, sui servizi privati e su quelli pubblici”.

“Vi è inoltre un lavoro in corso, tra i vari soggetti istituzionali, per la verifica delle scelte delle due aziende sanitarie e per il potenziamento dei servizi per la formazione, che trova conferma nella programmazione presentata dall’Università e, nella sua parte più operativa, nella prevista demolizione e riprogettazione degli edifici A ed L del Policlinico. C’è bisogno di potenziare il numero di accessi e di conseguenza di avere spazi idonei per i nostri professionisti”. Il presidente ha poi sottolineato l’importante impegno dell’Ausl sugli investimenti non solo in termini di edifici ma anche nell’individuare e valorizzare le professionalità che operano negli ospedali e nelle altre strutture territoriali. 

Il punto sui lavori alle strutture sanitarie

Rispetto ai lavori in via di ultimazione, dopo l’inaugurazione dell’ampliamento del Pronto soccorso di Vignola avvenuta nei giorni scorsi, tra ottobre e novembre 2022 saranno ultimati il nuovo Pronto soccorso dell’Ospedale di Pavullo (oltre all’antincendio) e il montalettighe della Casa della comunità di Castelfranco Emilia. Nei primi mesi del 2023 si completeranno le Case della Comunità di Mirandola e Carpi, poi il padiglione Muratori-ex Ospedale di Concordia e, a giugno, il Consultorio di Castelfranco Emilia; dopo l’estate termineranno i lavori di realizzazione dell’OsCo (Ospedale di Comunità) della Casa della Comunità di Finale Emilia. La programmazione aziendale prevede anche lavori di efficientamento energetico tra cui un nuovo cogeneratore a Pavullo e gruppi frigo a Carpi; sono stati inoltre proposti a finanziamento due trigeneratori a Mirandola e Castelfranco Emilia; ulteriori interventi riguardano la centrale frigo e un nuovo trigeneratore a Baggiovara.

La dottoressa Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Ausl di Modena, ha poi approfondito lo stato di avanzamento del piano PNRR che l’Azienda sta monitorando molto attentamente anche alla luce della nuova pesante situazione economica e dei suoi impatti sui costi dei cantieri. Esaurita la parte documentale nel primo semestre 2022 nel confronto a vari livelli, regionale e nazionale, a dicembre 2022 è prevista una prima scadenza, la progettazione esecutiva delle Centrali operative territoriali (Cot). Nel 2023 oltre alla stipula dei vari contratti è in programma la progettazione di OsCo e Case della Comunità, l’iter proseguirà fino al 2026 col completamento del percorso e l’entrata a regime delle strutture e delle relative dotazioni tecnologiche. Sono stati ricordati i finanziamenti in provincia, paria a 73milioni totali di cui oltre 45,5 all’Ausl e 27,5 all’Aou. 

Anche il dottor Claudio Vagnini, direttore generale di Aou, ha presentato le progettualità in corso, “a partire dal nuovo Centro di Senologia e Screening Mammografico recentemente inaugurato, cui afferiscono pazienti Ausl e Aou ma anche persone da fuori regione. Per i dipendenti – ha proseguito – è stato attivato in settembre il nuovo spogliatoio con 240 posti, collocato nei seminterrati del monoblocco, mentre è in corso il cantiere del Polo Materno-Infantile, della durata di tre anni. Si sta inoltre realizzando il nuovo blocco di ascensori che verrà inaugurato a febbraio 2023 e il laboratorio a risposta rapida che fa parte della riorganizzazione della rete laboratoristica provinciale”. Procede anche il cronoprogramma per la demolizione dei corpi A ed L e la realizzazione del nuovo stabile in cui collocare ambulatori e laboratori attualmente presenti in quelle sedi. Sono in corso opere di miglioramento sismico e impiantistico, alcune già realizzate, per una maggior sicurezza delle strutture e sono in fase di aggiornamento i nuovi sistemi di risparmio energetico, di cogenerazione e trigenerazione per entrambi gli stabilimenti.  “Infine – ha concluso – sono in progetto tre nuove sale operatorie per il Policlinico e altrettante per la piattaforma chirurgica dell’Ospedale Civile di Baggiovara”. 

Sette centrali operative per la Telemedicina

Nuove funzioni, personale specializzato e nuove tecnologie per favorire il raccordo tra i diversi contesti assistenziali e i professionisti: durante l’ultima Ctss la dottoressa Anna Maria Petrini, DG Ausl, ha presentato nel dettaglio la progettualità delle Centrali operative territoriali (Cot) e della Centrale di Telemedicina provinciale, la cui progettazione sarà ultimata entro la fine dell’anno. La Cot è modello organizzativo innovativo che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico della persona e raccordo tra servizi e professionisti coinvolti nei diversi contesti - attività territoriali, sanitarie e sociosanitarie, ospedaliere – e dialoga con la rete dell’emergenza-urgenza. Tali presidi hanno diversi compiti operativi: ricevere e decodificare le segnalazioni; valutare il bisogno 

attraverso un approccio multidimensionale e differenziato secondo il livello di complessità; coordinare e facilitare l'integrazione tra i diversi professionisti che lavorano nei servizi territoriali, ospedalieri e del servizio sociale; verificare l’avvio del percorso personalizzato ed eventualmente monitorarne il proseguimento.

Già attiva in via sperimentale la Cot di Carpi e in corso di attivazione quella di Modena, che saranno poi collocate nelle sedi definitive. Presso quest’ultima ha sede anche la Centrale provinciale di Telemedicina – già in funzione – a supporto delle varie équipe delle Case della Comunità che hanno in carico il paziente e la sua famiglia: gli infermieri presenti h12 e 7/7 garantiscono la lettura quotidiana e puntuale dei parametri in telemonitoraggio domiciliare. Sempre alla Cot di Modena sono state assegnate ulteriori funzioni in un’ottica di rete con l’Azienda Ospedaliero - Universitaria come l’organizzazione dei posti letto OsCo e la centralizzazione del governo delle dimissioni protette dagli ospedali Aou.

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