Lunedì, 20 Settembre 2021
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Monitoraggio del Panaro, in due ore avvistati 322 rifiuti "naviganti"

In due ore 322 rifiuti identificati: è il bilancio dell'attività di monitoraggio scientifico organizzata sabato scorso sulla riva sinistra del Panaro, in prossimità dei laghi Vivinatura. Organizzata dal circolo Legambiente Modena con il patrocinio del Comune di Modena, si è inserita nell'ambito della sperimentazione di monitoraggio scientifico dei fiumi "River Litter" promossa a livello nazionale da Legambiente, per analizzare le tipologie di rifiuti più presenti nei corsi d'acqua e sulle loro sponde. 

Questo tipo di 'indagine', spiega Legambiente "consente da un lato di stimare quali tipologie di rifiuti vengono dispersi all'interno dei corsi d'acqua, e dall'altro di verificare quante di esse riescono a raggiungere effettivamente la foce del fiume, fino al mare, e quali invece vengono depositati lungo i corsi d'acqua". 

I 40 volontari che hanno partecipato all'attività -tra loro rappresentanti delle Guardie ecologiche volontarie e delle Guardie ecologiche di Legambiente, oltre a volontari di Fridays for future e Modena Plastic Free- hanno esaminato un'area di oltre 5.000 metri quadri, suddivisa in tre fasce adiacenti poste a distanze crescenti dalla riva del fiume. Più vicino a riva, zona più spesso sommersa dalle acque, sono stati identificati 40 oggetti, fra cui alcuni resti di veicoli. 

La fascia intermedia, fra i 10 e i 30 metri dalla riva, era la più inquinata (180 rifiuti), in particolare per la presenza di plastica (per la metà frammenti consumati da acqua e agenti atmosferici) e scarti tessili. Nella fascia più vicina all'argine sono stati raccolti 102 rifiuti, fra cui una tenda pieghevole da campeggio e alcuni pezzi di rete da pesca.

L'analisi dei materiali raccolti lungo il Panaro ha consentito di ipotizzare che diversi rifiuti dispersi nel fiume vengono trascinati a valle: "per questo sarà necessario considerare, anche con il contributo di Aipo, la presenza di luoghi in cui questi rifiuti possono accumularsi", dice Legambiente che continuerà l'attività di monitoraggio scientifico nei prossimi mesi, analizzando altri siti lungo le sponde dei fiumi della provincia.

(DIRE)

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