Cohousing incompiuto in via Divisione Acqui, tutti gli acquirenti a rogito

L’assessora Vandelli: “Raggiunto l’obiettivo. Ora le famiglie sono diventate proprietarie, concluderanno i lavori e potranno entrare nella propria casa”

Gli alloggi della palazzina del cohousing di via Divisione Acqui a Modena sono ora di proprietà delle famiglie che, con il blocco del cantiere, hanno rischiato di rimanere senza appartamento e di perdere le somme di denaro anticipate per l’acquisto.

Nella giornata di ieri, mercoledì 18 novembre, sono infatti stati stipulati i rogiti per tutti gli appartamenti al grezzo, i 18 già ‘promessi’ prima della situazione di stallo del 2018 e i due che sono stati assegnati lo scorso anno in seguito all’iniziativa “Cantiere aperto” promossa da Comune, Banca Etica ed Hera con l’obiettivo di promuovere gli alloggi rimasti e far ripartire il cantiere bloccato.

“Abbiamo conseguito l’obiettivo che, come giunta e come Consiglio comunale, ci eravamo posti – afferma l’assessora alle Politiche abitative Anna Maria Vandelli – ora le famiglie coinvolte hanno la loro casa e provvederanno a terminare i lavori in proprio. Ciò è stato possibile in seguito a un ulteriore sforzo economico da parte delle famiglie, al lavoro dei loro avvocati instancabili e grazie all’impegno di Banca Etica, finanziatrice dell’intervento, che ha rinunciato a somme significative per consentire il superamento della situazione di stallo. Ora che si è conclusa questa triste vicenda è tempo di guardare avanti”, prosegue Vandelli. “Per queste famiglie è il momento di concludere i lavori e poter finalmente entrare dentro le proprie case. Il Comune – aggiunge – continuerà ad affiancarle consentendo eventuali vendite anticipate rispetto al vincolo di cinque anni di proprietà e riconoscendo nel prezzo di vendita a terzi l’effettivo costo sostenuto dai promissari acquirenti per ultimare le opere come da capitolato”.

Per chiudere la vicenda, le famiglie hanno versato una somma forfetaria di 150 mila euro al consorzio edile Rmt, che stava effettuando i lavori di realizzazione della palazzina e che aveva aperto una causa, ora ritirata, per presunti mancati pagamenti. Questa transazione ha permesso di superare il vincolo imposto dal ministero dell’Economia e delle Finanze di non poter rogitare in caso di causa pendente e ha consentito alle famiglie di divenire proprietarie degli appartamenti al grezzo.

La vicenda della palazzina del cohousing di via Divisione Acqui è iniziata nei primi mesi del 2018, quando era emersa una non chiara gestione della società Cooperativa Edificatrice Modena Casa che aveva portato il Comune anche a presentare una denuncia alla Procura, sulla base delle segnalazioni dei promissari acquirenti e delle anomalie emerse dai controlli. Ad agosto 2018 il ministero dello Sviluppo economico aveva nominato un commissario per gestire la situazione e a gennaio 2019 il Consiglio comunale aveva dato il via libera all’unanimità alla modifica della convenzione per il progetto di cohousing di via Divisione Acqui, in modo da consentire l’avvio del percorso per arrivare alla conclusione della vicenda.

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