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Sanitari, 988 quelli ancora non vaccinati a Modena. Partite 40 sospensioni

Dopo i richiami inviati dall'Ausl sono stati 1.649 coloro che sono entrati nel circuito vaccinale. Nelle prossime settimane aumenteranno esponenzialmente le sospensioni, in campo agli ordini professionali

Prosegue i lavoro della Direzione dell'Ausl di Modena sul fronte della verifica dell'adempimento all'obbligo vaccinale da parte del personale sanitario. Ad una prima analisi, svolta ad inizio estate, in provincia di Modena risultavano 2.745 operatori sanitari non ancora vaccinati: si tratta di un numero che ricomprende tutte le categorie soggette all'obbligo, impiegate sia nel pubblico che nel privato.

Dopo l'intervento dell'Azienda Sanitaria, con i richiami e l'invio delle raccomandante con l'invito a sottoporsi alla vaccinazione, 1.649 persone sono entrate nel circuito vaccinale (prenotazione o prime somministrazioni), mentre 988 restano ancora fuori. Nel dettaglio si parla di 180 medici, 243 infermieri, 83 farmacisti, 28 ostetriche, 93 tecnici, 3 psicologi e 358 afferenti ad altre categorie. Nel complesso sono 114 i dipendenti dell'Ausl, 73 quelli dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria, 16 quelli dellOspedale di Sassuolo e 785 quelli delle numerose strutture sanitarie private.

Nelle ultime settimane l'Ausl, come prevede la normativa, ha iniziato ad inviare le lettere agli ordini professionali, i quali sono poi incaricati di comunicare al professionista la sospensione. Chiunque venga sospeso da un ordine professionale non può esercitare la professione e di conseguenza - seppur con qualche incertezza di natura burocratica - verrà lasciato a casa dal proprio datore di lavoro, o non potrà esercitare se libero professionista. Al momento l'Ausl ha inviato 40 comunicazioni di inadempienza. Fra queste 11 riguardano medici, 16 infermieri, 1 OSS, 2 psicologi, 2 farmacisti e 8 tecnici sanitari.

Come ha spiegato il Direttore Generale Antonio Brambilla, questi numeri sono destinati a lievitare nelle prossime settimane, man mano che l'Ausl invierà altre comunicazioni e che gli Ordini le recepiranno facendole diventare operative.

Si tratta chiaramente di un percorso complicato, che prende in considerazioni casi e motivazioni personali ben diverse fra loro. Un percorso non esente da ricorsi legali, che anche l'Azienda sanitaria di Modena sta già affrontando, con lettere di diffida spedite dagli avvocati difensori di alcuni sanitari intenzionati a rivendicare un trattamento differente da quello imposto dalla normativa. Ricorsi che al momento non interrompono l'iter di sospensione, ma che potranno trascinarsi fino nelle aule di tribunale, come sta avvenendo anche in altre province e in altri contesti lavorativi.

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