Giovedì, 28 Ottobre 2021
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Salgono a 86 i sanitari sospesi nel modenese, 735 ancora fuori dal percorso vaccinale

Sono oltre 1.800 quelli che invece hanno avviato prenotazioni e inoculazioni dopo il richiamo dell'Ausl. Fra i sospesi 25 sono dell'Azienda sanitaria

Ad oggi in provincia di Modena si contano 86 operatori sanitari non ancora vaccinati contro il Covid sospesi dalla preofessione e di conseguenza dall'attività lavorativa. "È un risultato comunque buono, visto che siamo riusciti a convincere quasi 2.000 operatori sanitari a vaccinarsi", ha annunciato in videoconferenza il direttore generale dell'Ausl, Antonio Brambilla. Dei 2.751 operatori scoperti presi in carica inizialmente, ce ne sono ancora 735 non ancora inseriti nel percorso vaccinale.

Gli inadempienti già esclusi sono dunque 86 (dei quali 28 dell'Ausl): i medici sono 22 (sette), gli infermieri 29 (13), gli operatori sociosanitari tre (nessuno dell'Ausl), gli psicologi sette (uno), i farmacisti otto (uno) e i tecnici sanitari 16 (sei), oltre a un'ostetrica.

"Il percorso è stato tortuoso, perché parecchi prendevano appuntamento e poi non si presentavano. Così abbiamo scritto agli interessati dicendo: se entro cinque giorni non ti presenti, scatta il percorso previsto. Noi le regole le rispettiamo. Il percorso fino all'eventuale sospensione dura comunque dai due ai tre mesi, la regia è della Regione e tutte le aziende si stanno organizzando". Più sull'opera di convincimento che ha dato i suoi frutti, aggiunge il direttore generale: "Non posso sapere chi sono i singoli interessati, lo sa meglio il medico del lavoro. La sospensione dal servizio è già un ottimo incentivo, e abbiamo cercato di essere persuasivi. Non erano tutti no vax, molti non si erano vaccinati anche per pigrizia e disattenzione". Certo, resta uno zoccolo duro comunque notevole: "Mi auguro che si convincano, noi andiamo avanti. E, ripeto, di effetti collaterali gravi al vaccino anti-Covid non ne vediamo. Vediamo effetti simili a quelli del vaccino anti-influenzale, in realtà", segnala Brambilla. 

Più sull'emergenza nel suo complesso, commenta ancora il direttore generale dell'Ausl: "La situazione non è completamente risolta, ma da settimane riscontriamo una leggera decrescita. La pressione sulle strutture ospedaliere è stabile, su valori accettabili. Siamo scesi sotto quota 50 casi positivi per 100.000 positivi ogni settimana, la situazione sta migliorando. Restiamo un po' sopra alla media nazionale, come positività, ma nell'ambito di un consolidato trend di discesa, grazie alla popolazione sempre più vaccinata ormai". I contagi calano in tutte le fasce d'età, tranne che in quella da zero a tre anni. Le classi in quarantena al 27 settembre risultavano 10. "È comunque una quarantena particolare, che riguarda non tutta la classe ma solo i vicini di banco, tra i contatti stretti, con eventuali modifiche del protocollo poi a seconda dell'esito del tampone", ricorda Brambilla.

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