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Sassuolo entra nella “Riserva di Biosfera” dell’Unesco

Anche il comune dalla fortissima connotazione industriale si affianca ai 33 Comuni dell’Appennino tosco-emiliano che si impegnano per lo sviluppo sostenibile

Dal pomeriggio di ieri anche Sassuolo rientra nella “Riserva di Biosfera” dell’Unesco. La Riserva di Biosfera MAB UNESCO dell’Appennino Tosco Emiliano è nata nel 2015, con il coinvolgimento di 34 Comuni dell’Appennino tosco-emiliano e rappresenta un riconoscimento, non un nuovo Ente né un Parco. Si tratta di un progetto di crescita delle comunità nell’ottica dello sviluppo sostenibile con tre funzioni principali: conservazione (preservare specie, ecosistemi, paesaggi e cultura), educativa (incoraggiare attività di ricerca, educazione, formazione e monitoraggio), sviluppo (indirizzare uno sviluppo economico e umano sostenibile).

“Lo scorso anno – afferma l’Assessore all’Ambiente del Comune di Sassuolo Ugo Liberi – abbiamo deciso di partecipare alla proposta di allargamento di tale Riserva, che prevede il coinvolgimento complessivo di 80 Comuni, e con grande soddisfazione nella giornata di ieri è arrivato il responso da parte dell’UNESCO. Entrare a far parte della Riserva di Biosfera rappresenta un’opportunità, in quanto offre impulsi e stimoli per progetti concreti e sostenibili grazie allo scambio di buone pratiche e alle partnership tra Enti locali, associazioni economiche, mondo della ricerca e della scuola, società civile e imprese”.

Il Comune di Sassuolo in questi anni ha già attuato diverse azioni nell’ottica di promuovere un equilibrio tra uomo e biosfera, tra sviluppo economico ed ambiente. Tra le principali la riqualificazione della fascia fluviale del fiume Secchia che, grazie al coordinamento della Provincia di Modena, ha portato alla creazione del Percorso Natura Secchia, oggi altamente frequentato da appassionati di passeggiate e ciclismo, alla realizzazione degli orti comunali e alla riqualificazione di un’area destinata a visite guidate, dotata di aula e percorsi didattici; il ripristino naturalistico delle aree di cava del Polo estrattivo intercomunale adiacente al Fiume Secchia, in fase di completamento, che vede la cessione gratuita al Comune di tali aree ripristinate nell’ottica di preservare la fascia fluviale del Secchia.

Vi sono poi la riqualificazione di aree industriali dismesse e la creazione della Via dei Vulcani di Fango, un percorso emozionale che collega luoghi ed eccellenze dei comuni di Fiorano Modenese, Maranello, Sassuolo, Castellarano, Scandiano e Viano attraverso il fenomeno geologico dei vulcani di fango, conosciuti come “Salse”. Tale via, nata originariamente come percorso turistico, è stata integrata anche da un percorso escursionistico che tocca tutti i 6 comuni e vi sono stati aggiunti anche altri percorsi escursionistici a livello locale, dando così la possibilità non solo ai turisti provenienti “da fuori” ma anche ai cittadini residenti di esplorare e riscoprire le bellezze naturalistiche del nostro territorio.

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