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Neve in Appennino, Lombroso: "Non temete lo scioglimento, sarà graduale"

Il divulgatore ambientale e tecnico meteorologo all'Osservatorio Geofisico di UniMoRe fa il punto sulla situazione di questi giorni: "Uno sbalzo termico senza precedenti, il vero allarme però resta il caldo"

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Freddo anomalo e accumuli di neve oltre i 30 centimetri dal Passo delle Radici a Sestola, da Zocca a Frassinoro mentre fino a pochi giorni fa si sfioravano i trenta gradi. Ora la preoccupazione di tutti è: “Cosa succederà alla neve quando si scioglierà? Dobbiamo temere alluvioni?”. 

Lo abbiamo chiesto a Luca Lombroso, divulgatore ambientale e tecnico meteorologo all'Osservatorio Geofisico di UniMoRe: “Da questo punto di vista mi sento di tranquillizzare -ha risposto -. Il problema si presenterebbe se arrivassero subito forti pioggie autunnali. Ma questo, per fortuna, non è previsto. Il timore è legittimo perché in passato è successo, però non è questo il caso. Lo scioglimento della neve sarà graduale così come l’innalzamento delle temperature, ma quello conta poco. Sono più pericolose le piogge. Di neve ce n’è, è vero, ma abbiamo vissuto situazioni peggiori senza andare lontano: nel maggio 2019, per esempio, abbiamo avuto più neve e più in basso”. 

La meteorologia usa dei criteri per classificare gli eventi atmosferici: normale, anomalo, straordinario o eccezionale. Questo freddo aprile si inserisce nel campo dell’anomalo, ma nemmeno così tanto: “E’, per meglio dire, una particolarità. A fine mese faremo i conti e tireremo le somme. Risulterà comunque un aprile mediamente più caldo della media. Non cadiamo nella trappola dell’hotspot freddo per negare il cambiamento climatico e il surriscaldamento globale al quale, in termini di variabilità climatica, siamo molto più esposti. Sono più frequenti i periodi di anomalia calda che fredda ed è questo ad aumentare di molto anche la probabilità di eventi estremi”. 

Neve a basse quote 22/04/2024

Insomma, a preoccuparci deve essere il caldo: “Le temperature che abbiamo avuto fino a pochi giorni fa, in termini di anomalia, erano da 100. Il freddo che ha seguito da 80. E’ stato di più di quello che di solito si presenta, però negli ultimi anni a fine aprile non sono mancati questi episodi di abbassamento delle temperature. A dirla tutta, questa è la primavera: l’immaginario è che sia fatta di sole, la climatologia ci dice che gli ultimi dieci giorni di aprile sono i più piovosi di tutto l’anno. Non è normale passare da trenta gradi del 16 aprile a 9 di ieri l’altro, quello no: uno sbalzo termico così grande non si era mai visto. Ma l'anomalia vera risiede nel caldo che c’era prima, non nel freddo che è arrivato. Considerate che domani dovremmo avere una temperatura sui 15 gradi circa e la media di questo periodo dovrebbe essere 19 gradi”. 

Dobbiamo temere, dopo le grandi piogge, l’ormai solita ondata di siccità? “Quello che dobbiamo fare è preoccuparci dei problemi e organizzarci quando non ci sono, per essere pronti quando si presentano. Certamente non basta che piova tanto perché la siccità non ci sia più, se gestiamo male l’acqua il problema persisterà. E non è legato a chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti, è ora di smetterla di dare la responsabilità ai singoli piccoli gesti individuali che sono importanti, certo, ma ci sono altre cose. Due settori usano molta acqua e molto male: agricoltura e industria”. 

Quanto al ponte del 25 aprile, “lentamente le cose si vanno ristabilendo. Oggi la perturbazione insiste ancora ma già domani le condizioni saranno migliori, soprattutto al mattino. Al pomeriggio in Appennino il tempo sarà ancora instabile, con brevi nevicate di neve granulosa anche a 800, 1000 metri. E sarà così anche venerdì. Le temperature aumenteranno gradualmente verso il primo maggio”. 

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