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Sciopero nazionale della logistica, lunedì si ferma il comparto modenese

A Modena i sindacati di settore Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti-Uil effettueranno un presidio davanti alla Prefettura. Coinvolti potenzialmente 20mila lavoratori sul territorio

Sciopero nazionale proclamato dai sindacati di settore Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti-Uil lunedì 29 marzo dei lavoratori del settore logistica/trasporto merci per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro. Nei giorni scorsi si è definitivamente rotto il tavolo di trattativa per il rinnovo del CCNL di settore Merci/Logistica - Autotrasporto. Un settore che coinvolge circa 1,2 milioni di persone su base nazionale, di cui poco meno di 20mila nella provincia di Modena, e che rappresenta circa il 9% del Pil nazionale.

Un settore che, nell'arco dell'ultimo anno di pandemia, è definitivamente emerso come fondamentale e strategico per la tenuta del "sistema paese" nel suo complesso.

"Questi lavoratori e queste lavoratrici non si sono mai fermati e hanno garantito e continuano a garantire, con la loro attività, i servizi di base e i servizi essenziali, l'approvvigionamento delle forniture a vari livelli (dalle materie prime ai prodotti finiti e ai beni essenziali) per non parlare del ruolo fondamentale che svolgono nella catena di distribuzione connessa alla campagna vaccinale in atto. Ciò nonostante a questi lavoratori e a queste lavoratrici non vuole essere garantito e riconosciuto un giusto e doveroso aumento salariale per un contratto ormai scaduto da 15 mesi e nemmeno l’una tantum per il periodo di vacanza contrattuale. Posizione che appare irricevibile e insostenibile anche in ragione del fatto che le aziende del settore hanno continuato ad operare realizzando profitti, soprattutto connessi ai consistenti incrementi dovuti all’esplosione del commercio on line e dunque all’enorme aumento della mole di lavoro nella cosiddetta filiera distributiva", spiegano i sindacati..

"Oltre a ciò le associazioni datoriali hanno sostenuto, con atteggiamento profondamente provocatorio e irrispettoso nei confronti di questi lavoratori, la necessità di flessibilizzare ancora di più il settore (con estensione di staff leasing e utilizzo del contratto a chiamata) abbassando le tutele e i diritti contrattuali, a partire dal pagamento dei primi 3 giorni di malattia e dalla messa in discussione (punto assolutamente irricevibile per il sindacato) della modifica dell'art. 42 del contratto nazionale, ovvero la "clausola sociale" prevista contrattualmente nei cambi di appalto e che serve a tutelare i posti di lavoro nell’infinita catena di appalti e subappalti che caratterizzano e precarizzano già enormemente il lavoro di chi opera in questo settore", attaccano Cgil, Cisl e Uil.

A Modena i sindacati di settore Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti-Uil effettueranno un presidio, compatibilmente con le normative anti-Covid, dinanzi alla Prefettura di Modena, dalle ore 10 alle ore 12,30, a cui la stampa e i media sono caldamente invitati a partecipare.

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