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Bomporto, scioperano i lavoratori della Nippon Express

Sono interessate dalla chiusura 18 persone di cui 7 dipendenti diretti di Nippon Express e 11 lavoratori in appalto con la ditta Dorado srl

Lunedì 16 novembre è prevista la prima iniziativa di sciopero dei lavoratori di Nippon Express, e dei lavoratori di Dorado srl (in subappalto proprio dalla Nippon Express) operanti presso il sito produttivo di via F. Corni a Bomporto, contro la chiusura del sito stesso.

Questa iniziativa di protesta è la prima di un più ampio pacchetto di 24 ore, deciso dalla Filt-Cgil di Modena insieme ai lavoratori per denunciare e contestare "lo scientifico svuotamento e impoverimento del territorio da parte delle politiche aziendali che prevedono la prossima chiusura del sito produttivo unitamente alla probabile delocalizzazione del servizio logistico, che allontana il lavoro dal suo territorio di riferimento. Ciò contrariamente a quanto inizialmente dichiarato dalla multinazionale e dall’asserita volontà di mantenere lo svolgimento dell’attività vicina alle aziende del territorio per garantirne al meglio il fattore strategico della prossimità e la qualità del servizio".

Sono interessate dalla chiusura 18 persone di cui 7 dipendenti diretti di Nippon Express e 11 lavoratori in appalto con la ditta Dorado srl.

Lunedì 16 novembre si terrà un presidio con conferenza stampa davanti ai cancelli del sito produttivo di Bomporto, in via F. Corni n. 18, dalle ore 10 alle ore 12.

"Nippon Express ad oggi non ha risposto alle ripetute sollecitazioni del sindacato confermando invece nell’ultimo incontro tenuto in videoconferenza con un consulente dell’azienda le ipotesi di chiusura e paventando l’unico “cuscinetto” dell’ammortizzatore sociale. Si è pertanto deciso di procedere con una prima iniziativa di sciopero per rivendicare il diritto al lavoro e per contrastare questo indiscriminato shopping da parte delle multinazionali che non tiene in minima considerazione il lavoro e la vita delle persone nonché l’importanza sociale di un bacino territoriale fatto di specificità e professionalità che hanno fatto grande un distretto e l’economia di un territorio".

La Filt Cgil di Modena ha contestualmente inoltrato richiesta formale per  l’attivazione di un tavolo di crisi con le amministrazioni del territorio affinché si facciano parte attiva in questa vicenda, perché il territorio modenese non perda un altro pezzo vitale della filiera economica del tessile carpigiano e più nello specifico di uno dei distretti che ha portato la nostra provincia e le sue eccellenze ad essere conosciuta in tutto il mondo.

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