Giovedì, 24 Giugno 2021
Attualità

Sicurezza sui bus di Seta, protesta e sciopero unitario

Le principali sigle sindacali si organizzano per incrociare le braccia il prossimi 13 novembre, con la richiesta di più investimenti sui mezzi e la sicurezza

"E’ ormai oltre un mese che le scuole hanno riaperto e i nodi critici sul trasporto pubblico locale e sulla sicurezza degli operatori a bordo ancora non sono stati risolti, nonostante fossero stati denunciati da parte delle sigle sindacali prima ancora della cosiddetta ripartenza."

Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl Autoferro vanno all'attacco sulal situazione del trasporto pubblico locale. "Per richiedere cambiamenti sostanziali e una modifica degli orari di accesso alle scuole che permetta di differenziare il servizio e le corse attualmente previste evitando impropri assembramenti, dopo aver percorso tutte le fasi di raffreddamento previste per legge, le Organizzazioni sindacali non hanno potuto fare altro che dichiarare lo sciopero in Seta, così come per gli altri operatori del Trasporto pubblico locale, nella giornata del prossimo 13 novembre 2020".

"Bene certamente le notizie che provengono dal presidente della Regione che giusto la settimana scorsa ha annunciato a livello regionale l’arrivo di 120 nuovi mezzi, grazie al soccorso dei privati. Ma se pensiamo che prima dell’inizio dell’anno scolastico si stimava una necessità di 130-140 mezzi aggiuntivi solo per la provincia di Modena, si capisce bene che l’intervento, pur positivo, della Regione, non potrà certamente essere risolutivo", riassumono i sindacati in una nota.

Peri sindacati del tpl, dunque, non viene sufficientemente garantita "la tutela e la prevenzione dal rischio di contagio, per l’utenza".

"Oltre a ciò ci sono seri problemi, ancora non risolti, per la garanzia degli operatori stessi. Con il quadro di afflusso al servizio descritto sopra è stato tolto paradossalmente l’unico presidio realmente tutelante per gli autisti, ovvero il distanziamento fisico con l’utenza a mezzo catenella o nastro distanziante che consentiva di non poter accedere o avvicinarsi alla zona dell’autista. Contestualmente, visto gli afflussi, si è ridata la possibilità di aprire le porte anteriori dei mezzi, mettendo a serio rischio la sicurezza degli operatori. E’ vero che sono state installate delle paretine in plexiglass a tutela e sono stati montati i gel sanificanti, ma per entrambi questi presidi ancora non si è completata l’opera su tutti i mezzi (basta fare un giro sugli autobus per accorgersene) e anzi, proprio le paretine spesso lasciano dei margini scoperti e non “blindano” completamente la zona dell’autista dal rischio di droplet".

"Abbiamo tentato in ogni modo con Seta e con le altre aziende del trasporto pubblico locale farci ascoltare chiedendo anche solo di ripristinare la “catenella” o il nastro distanziatore, ma non c’è stato modo di convincerli. E’ un problema di salute e sicurezza più che serio, soprattutto in una fase largamente preventivabile quando iniziavamo a denunciare queste cose circa un mese e mezzo fa, in cui il contagio ha ripreso a galoppare con numeri crescenti sempre più vertiginosi. Riguarda gli autisti ma riguarda anche l’utenza e la cittadinanza tutta che fruisce di questo servizio".

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