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Sciopero Ucman, presidio partecipato a Mirandola. E il Comune non gradisce

Protesta dei lavoratori dell'Unione per chiedere di rinfoltire il personale e riorganizzare il lavoro. L'Amministrazione di Mirandola però condanna la scelta del proprio Municipio per il sit-in

Si è svolto stamattina il presidio del personale dell’Unione dei Comuni Modenesi Area Nord che, in occasione dello sciopero proclamato per l’intera giornata di oggi, si è ritrovato davanti alla sede del Municipio di Mirandola.

Da fonti sindacali, più di cento tra lavoratrici e lavoratori - assunti direttamente dall’Unione e tramite agenzie interinali - hanno partecipato al presidio e alta è stata contemporaneamente l’adesione allo sciopero, pari circa all’ 80%, raggiungendo punte del 100% in alcuni settori, tra cui i nidi d’infanzia, i servizi sociali e territoriali, i tributi.

"Le motivazioni che hanno portato all’iniziativa di sciopero riguardano la situazione di numerose carenze  di personale che da tempo si registrano in Unione e dal precariato che caratterizza ormai endemicamente numerosi servizi, aggravata dalle decisioni dell’Unione di privarsi di possibilità di assunzione cedendo capacità assunzionali al Comune di Mirandola in occasione del ritorno in Comune di alcuni servizi, sebbene quest’ultimo abbia tutte le possibilità di assumere. Inoltre tali decisioni porteranno al taglio non solo di personale, anche del salario accessorio di tutti i lavoratori". spiegano Cgil e Cisl.

L'Ente sta vivendo anni di tensione, cui si è aggiunta la decisione di Mirandola di sfilarsi dall'Unione. Proprio l’Amministrazione Comunale di Mirandola non ha gradito la manifestazione di oggi: “Fatichiamo a capire le ragioni e le motivazioni che hanno portato sindacati e addetti UCMAN a protestare questa mattina davanti alla sede Municipale di via Giolitti  quando forse dal momento in cui la presidenza UCMAN è in campo ad altro Sindaco di altro Comune, sarebbe sicuramente stata più idonea altra sede. Sarebbe quanto meno opportuna quindi una spiegazione da parte degli organizzatori, dati anche i disagi creatisi per i cittadini e dal momento in cui non era uno sciopero dei dipendenti del Comune di Mirandola. Nessuno discute o mette in dubbio il diritto allo sciopero, diritto per altro sancito dalla Costituzione".

"Quello che non capiamo è perché la scelta sia ricaduta su Mirandola - prosegue il Comune - Mirandola, lo ricordiamo che ha fatto le proprie scelte, votate ed approvate in Consiglio comunale e che nulla c’entra ora con la riorganizzazione dell’UCMAN e con quello che purtroppo consegue per i suoi dipendenti. Non vorremmo solo che lo sciopero organizzato innanzi al Comune avesse solamente motivazioni politiche, sancendo in questo modo una doppia beffa per gli scioperanti.”

Le rappresentanti sindacali hanno ribattuto: "Rimaniamo esterefatte dalle affermazioni del Sindaco del Comune di Mirandola inviate in mattinata alla stampa locale in cui si interroga sulle motivazioni del presidio organizzato presso lo stesso Municipio, sede operativa dell’Unione, evitando ancora una volta, al pari degli altri sindaci, di dare risposte concrete alle rivendicazioni dei lavoratori.  La sola preoccupazione sullo svolgimento di un presidio e l’indifferenza protratta sulle condizioni dei lavoratori e dei servizi, la dice lunga sulle ragioni che hanno portato allo sciopero. Ci aspettiamo un deciso cambio di rotta e risposte concrete ai temi posti su assunzioni, superamento del precariato, mantenimento degli stessi livelli di salario accessorio per tutti i lavoratori dell’Unione".

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