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Seta ha i giorni contati, fusione in Tper per un'azienda unica regionale

Il piano era nell'aria da tempo, ma è diventato concreto con l'approvazione di una delibera di giunta dieci giorni fa. Circa un anno il tempo necessario allo scorporo e alla fusione

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La fusione delle aziende territoriali per dare vita ad un gruppo industriale unico del trasporto pubblico in Emilia-Romagna è ora sempre più vicina. Il tema si dibatte da ormai diversi anni, anche a fronte delle difficoltà che a fasi alterne emergono in alcuni territori, con la prospettiva di dare vita ad un'azienda più solida che possa in primo luogo ridurre i costi di produzione.

Ora però la Regione ha compiuto il primo decisivo passo, approvando con una delibera del 12 febbraio il Protocollo di intesa per la costituzione del “Gruppo industriale del tpl", vale a dire un'azienda unica che inglobi Tper (Bologna e Ferrara), Seta (Modena, Reggio e Piacenza) e Start (Romagna). La soluzione scelta è quella che prevede la scissione mediante scorporo delle nel corso della prima fase e la conseguente fusione delle società Seta e
Start in Tper nell’ambito della seconda fase. Una centralizzazione che porterà quindi il vertice gestionale su Bologna per l'intera regione, ad esclusione di Parma.

Come riporta la delibera regionale, l'obiettivo è creare un soggetto che abbia "dimensioni patrimoniali, capacità tecnica e finanziaria e competenze idonee a perseguire una significativa presenza sul mercato del TPL che
porterebbe oltre che ad una maggiore competitività, ad aumentare la capacità di investimento e di finanziamento, per il raggiungimento di obiettivi di efficienza e integrazione dei servizi, razionalizzazione dei costi e di ottimizzazione dell’uso delle risorse pubbliche”, specificando che “le aziende auto filoviarie di TPL a maggioranza pubblica hanno avviato lo studio di aggregazione per la realizzazione di una holding regionale, intraprendendo percorsi per realizzare sinergie industriali volte a sviluppare comuni competenze e professionalità, maggiore efficienza e operatività congiunte”.

Una novità per certi versi epocale, che arriva in un momento in cui Seta sta vivendo complessità gestionali tutt'altro che banali. Comprensibili quindi i timori nei confronti di un passaggio che nasconde molte incognite e che - se i tempi saranno rispettati - richiederà circa 9 mesi per diventare operativo. Ma in questo campo sappiamo che i calendari possono variare molto. L'operazione sarà infatti complessa perchè vede coinvolti un gran numero di soci delle diverse aziende. La stessa Seta è controllata al 50,51% dagli enti pubblici modenesi e da quelli di Reggio e Piacenza, mentre per la restante quota è già in mano a Tper.

Alberto Cirelli, presidente di Seta, intervenendo oggi a Reggio Emilia ha sinteticamente commentato: "Gli autobus non saranno spostati a Bologna e lo stesso vale per gli autisti, che rimarranno nei bacini in cui lavorano. Il trasporto pubblico locale è un patrimonio di tutti: dei cittadini, delle istituzioni, dei lavoratori e dei sindacati. Ma per farlo funzionare occorrono risorse, visto che i biglietti coprono solo il 30% dei costi aziendali e il fondo nazionale non è indicizzato all'inflazione".

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